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Prima di ripartire verso gli Usa, James Pallotta, il socio forte della Roma, si è detto 'entusiasta' davanti alle telecamere di come procedono gli affari a Trigoria, ma è perplesso ancora su alcune questioni interne, in particolare dei doppioni presenti in società. Due ds, Sabatini e Pradè (a Londra, ma pagato dalla Roma), e di fatto due amministratori, Fenucci e la Mazzoleni; ma sopratutto è molto preoccupato per quel che concerne la situazione del contratto di Daniele De Rossi.

Non vuole passare alla storia come il proprietario che non è stato in grado di trattenere Capitan Futuro, e insieme a Franco Baldini sta tentando tutte le carte possibili per recuperare in extremis. 'Gli ho strappato il contratto mentre passeggiavo con lui sul campo', ha scherzato ieri nella sua prima intervista ufficiale, ma il risultato di questa partita è ancora oggi un mistero.

A proposito di ingaggi, è stato fatto ancora troppo poco per snellire il monte. Cicinho, Pizarro, Cassetti, Perrotta, Okaka, oltre ai meno noti Barusso ed Antunes (tutti ai margini della rosa) sono ancora a libro paga del club. Sorrisi e complimenti per tutti soltanto in via pubblica, dunque. Perchè i panni sporchi si lavano in famiglia.

Pallotta vuole un presidente operativo, in grado di gestire rapporti istituzionali, profondo conoscitore del tessuto sociale della città, i suoi 'occhi' e le sue 'orecchie' a Roma. Probabilmente non potrà più essere l'imprenditore Giovanni Malagò, bruciato mediaticamente, ma un uomo di sua fiducia. 'Annunceremo tante novità nei prossimi mesi', ha dichiarato prima di ripartire verso Boston. Il count-down è iniziato, alcuni equilibri e diversi volti presenti a Trigoria potrebbero saltare presto. Siamo solo al primo inning.