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"Serve un allenatore d'esperienza e di grande personalità". Massimo Moratti traccia il profilo del nuovo tecnico dell'Inter per il dopo Mourinho. Il presidente dell'Inter ha dichiarato nel corso di una videochat in Gazzetta: "Non mi sono ancora reso conto di cosa abbiamo fatto quest'anno. Berlusconi è stato gentile e mi ha chiamato per complimentarsi sia dopo lo scudetto che dopo la Coppa. Prima della finale di Champions non avevo paura, ero teso ma avevo fiducia in Mourinho. La tempistica del suo addio non è stata favorevole per i tifosi e anche per lui, ma ha meriti tali che non mi ha ferito. Adesso la trattativa si basa onestamente su un accordo esistente tra di noi. Io rimango su quel piano, nella nostra posizione non c'è niente di duro o forzato. Noi saremmo andati molto volentieri con Mourinho, a cui siamo riconoscienti ma esiste un rapporto diverso dalla stima. Mi ha già detto che l'anno prossimo ci ritroveremo in finale di Champions League. Higuain o Benzema in cambio al posto dei 16 milioni della clausola? Beh, sarebbe un costo in più per noi". Nuovo allenatore: "Non abbiamo fretta e non ci siamo dati alcuna scadenza, per adesso Mourinho è ancora sotto contratto e non possiamo prendere altri tecnici. All'inizio ho pensato anche a Zeman, per la sua genialità e come dimostrazione di stima per l'uomo. Poi in realtà capisci che per mantenere questi livelli senza correre rischi, la società ha il dovere di puntare su allenatori di un certo tipo, con forte personalità ed esperienza internazionale. Capello? Mi ha fatto piacere sapere che sarebbe interessato. E' uno dei candidati ed ha delle buone carte, ma sinceramente non abbiamo preso alcuna decisione e stiamo ancora valutando. Guardiola? Correttamente è legato al Barcellona, non credo che si sposti malgrado cambi il presidente. Baggio? Non credo che punti a fare l'allenatore, piuttosto si vede come uomo di società ma in un calcio diverso con determinati principi etici. Prima o poi il destino ci porterà a lavorare insieme. Spalletti? A Roma ha giocato sempre bene, Ranieri ha raccolto i frutti del suo lavoro, però penso che voglia continuare in Russia dove sta facendo molto bene. Scolari? Ci avevamo pensato un po' di anni fa, mi sembra più adatto alle nazionali. Hodgson? Mi ha colpito, quest'anno è arrivato in finale di Europa League con un piccolo club come il Fulham. Mi ha fatto molto piacere che l'abbiano eletto come miglior allenatore dell'anno in Inghilterra. E' un gran signore e qui ha lasciato ottimi ricordi. Leonardo? Lo stimo tantissimo come uomo, come dirigente e anche come allenatore. Quest'anno ha saputo gestire al meglio un'avventuira bellissima. E' una persona che merita successi, ma non gli aughererei un rischio così importante di questo tipo". Mercato: "Non smonteremo la squadra. La nostra squadra del futuro è il settore giovanile, che stiamo costruendo da anni e ci sta dando i primi risultati. Ci vuole un minimo di idea sull'aspetto economico per iniziare ad affrontare le nuove regole di bilancio Uefa, che influiranno su chi venderemo e chi acquisteremo. Maicon? Sono affezionato a lui, è richiesto non solo da Mourinho ma da tutto il Real Madrid. Mi dispiacerebbe perderlo, per ora non c'è alcuna trattativa. Balotelli al Milan? No, faccio fatica a lasciarlo in generale, non solo al Milan. Mourinho ha lavorato molto bene con lui, anche il ragazzo ha i suoi meriti. Aguero? Penso proprio di no, non è il giocatore che stiamo cercando perché in attacco non abbiamo problemi. Ranocchia e Bonucci? Sono due difensori interessanti che abbiamo seguito. Messi in futuro all'Inter? No, è difficile. Ibra? Sono un suo grande estimatore e gli sono rimasto affezionato, ci ha fatto vincere tre scudetti. Se volesse tornare mi farebbe piacere, ma dal punto di vista economico non so se potremmo permettercelo. Cosa penso di Gerrard e Fabregas? Ne penso molto bene. Gerrard è un nome molto richiesto dai tifosi che si intendono di calcio, è un uomo-squadra ma sarà molto difficile prenderlo". Mondiali e Calciopoli: "L'Argentina di Maradona? Ognuno ha i suoi gusti, ma non posso dire di essere d'accordo sulle esclusione di Cambiasso e Zanetti, un campione mentalmente e fisicamente. L'Italia? Nel gruppo di una nazionale conta molto la psicologia. Su Cassano c'erano vecchi motivi, mentre Balotelli non era ancora pronto. Non posso criticare il ct campione del mondo, Lippi sta cercando di ripetersi, ma l'impresa non sarà facile perché le avversarie sono molto forti. Lo scudetto 2006? E' una cosa del tutto normale e regolare, ad esasperare gli animi non è stata l'assegnazione dello scudetto all'Inter, ma tutto ciò che è successo in quegli anni".