Lunga intervista dell'ex Lazio Goran Pandev al Secolo XIX, quotidiano genovese. L'attaccante del Genoa racconta l'ovazione dei tifosi al suo ingresso in campo, proprio contro la sua ex squadra, che ha messo seriamente in difficoltà: "Quando vedi che la gente ti vuole bene, ti stima, è una cosa che ti colpisce al cuore e ti resterà dentro sempre, anche quando smetti. Ti fa stare sereno con te stesso, sai che hai lasciato il cuore sul campo. Vuol dire che i tifosi apprezzano il mio comportamento, in campo e fuori. Non è facile giocare poco ed entrare subito in partita, soprattutto alla mia età, ma con Bessa abbiamo aiutato la squadra. Siamo stati bravissimi a recuperare. Bella la gioia della gente e 3 punti importanti". La stagione era iniziata bene, poi le tante panchine: "E poi sono andato fuori... (ride)... non so, da tanto tempo è così, anche quando sto bene qualche volta non gioco e non so perché, non l’ho capito neanche io (ride). Juric ha cambiato modulo e ho iniziato a stare fuori, però l’ho presa tranquillamente. E anche ora non è un problema per me, devi solo allenarti sempre al 100% e farti trovare pronto". A 35 anni andare fuori non è facile: "Ho maturità, esperienza, e poi è stata sempre la mia forza stare tranquillo nei momenti duri. Certo, se a 35-36 anni sei contento di non giocare devi smettere, finché giochi vuoi giocare sempre, ma capisco club e allenatore. Il Genoa punta sui giovani, fa bene: sono felice se esce un Piatek o un altro che fa crescere il club. Se ti mettono fuori a 35 anni, dopo che hai fatto tanti gol in A, e hai vinto qualcosa di importante, non è semplice. Ma so che prima o poi l’occasione arriva, qui sto bene, e la cosa importante è che mi diverto".