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Intervistato dalla Gazzetta dello Sport l'ex attaccante di Milan, Juve e Nazionale, Paolo Rossi, ha parlato dell'attuale momento delle due squadre e del campionato italiano con la questione razzismo in primissimo piano.

C’è razzismo negli stadi?
"Sì, ed è una vergogna. Vuol dire che non abbiamo una cultura sportiva e allora dobbiamo insegnare ai ragazzi questi valori. La Federazione deve fare la sua parte, i club la loro, i giocatori in campo la loro. Vorrei che tutto lo stadio si alzasse ed applaudisse il giocatore insultato dai pochi. Vorrei che tutti i giocatori facessero lo stesso. Pensi che immagine daremmo a quei pochi deficienti razzisti per cui ancora il colore della pelle fa la differenza".

Ibrahimovic al Milan, è quello che ci vuole?
"Non so se sia probabile che torni. E’ un giocatore che ha fatto una carriera straordinaria ma non potrà essere lui a risolvere i problemi del Milan. Mettono una toppa da una parte ma l’acqua esce da tante altre. E’ un investimento non utile per il futuro ma solo per i prossimi sei mesi. E allora a cosa serve? Sì, può dare qualcosa, ma il Milan ha molti problemi. Non sono un dirigente del Milan ma credo che ricostruire le squadre sia difficile. Giampaolo era una scelta coraggiosa ma poi devi dargli tempo di esprimere le sue idee. Ora devono traghettare la squadra verso una classifica tranquilla e mettere le basi per il futuro".

Le società gestite dall’estero hanno questi problemi?
"La gestione di una società costa tantissimo. Dopo imprenditori come Berlusconi e Moratti, dopo gli Agnelli, è difficile far quadrare i conti e vincere. I gruppi internazionali arrivano ma non lo fanno né con passione né con amore. L’Inter intanto ha fissato alcuni paletti giusti, ha messo le persone giuste al posto giusto".

Eppure Conte ha protestato con la società…
"Ma Conte fa il mestiere suo. Tutti vorrebbero giocatori importanti, se io allenassi l’Inter farei lo stesso. Lui capisce che rispetto alla Juve c’è da colmare il gap. Se vuoi vincere devi fare di più. Oggi la Juve è una squadra a parte. Ha due squadre entrambe fortissime. Il gioco di Sarri ancora non si vede appieno e intanto vince perché ha grandi campioni e nel calcio di oggi vince solo chi ha grandi campioni. Quando arriverà il sarrismo, sarà ancora più bella da vedere perché lui rappresenta la vera novità. Ma ci vuole ancora tempo"