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5 minuti. Non di più. Lucas Paquetá è sceso in campo per 300 secondi nella Copa America 2019, che si gioca nel suo Brasile, e che vede la Seleçao approdare in finale 12 anni dopo l'ultima volta, quando a Maracaibo, Julio Baptista schiantò l'Argentina di Riquelme, Messi e Tevez. Il trequartista del Milan, che allora iniziava a muovere i primi passi nelle giovanili del Flamengo, ammirava dalla televisione. Ora, invece, ammira dalla panchina: salvo quei 300 secondo, non è mai sceso in campo. 

COLLOCAMENTO DIFFICILE - Si pensava che senza Neymar potesse trovare maggiore spazio nel 4-2-3-1 del commissario tecnico Tite, invece così non è stato. Coutinho occupa lo spazio che nell'immaginario collettivo poteva anche essere occupato dal classe '97 rossonero, arrivato, però, alla competizione, stanco, dopo una stagione infinita: a dicembre è stato catapultato nella realtà Milan, nella quale ha fatto subito la differenza, inciampando in un infortunio alla caviglia e in una stanchezza psico-fisica finale che lo ha portato anche all'espulsione contro il Bologna. Stanco, non al meglio, ma non solo: difficile da collocare tatticamente. Sì, perché in Brasile non viene considerato un trequartista...
E' UN NUMERO 8 - Perfetto da mezzala in un 4-3-3. Questo spiega Tite con le sue scelte, questo spiega il grande Zico con le sue parole: "​Lui è un numero 8, non è un trequartista. Ama partire da dietro e arrivare di slancio nell’area di rigore avversaria. Paquetá può segnare tanti gol perché è forte pure di testa. Nel tempo può aiutare il Milan a tornare a lottare per lo scudetto". Parole chiare di un grande del calcio brasiliano, che "dà un consiglio" a Giampaolo: mezzala può essere devastante. E, nel rombo dell'allenatore abruzzese, in effetti, il 39 rossonero può diventare un vero e proprio punto di forza. 

PAQUETA'-QUALITA' - Ha spesso sorpreso, Giampaolo, schierando trequartisti a fare le mezzali e mezzali a supportare le punte. Il minimo comune denominatore, tanto, è sempre lo stesso: qualità. E Paquetá , quella, ne ha, eccome se ne ha. Ora sorride, sui social, e festeggia insieme ai compagni di nazionale: ha 21 anni, il suo momento col Brasile arriverà, il futuro verdeoro è suo. Col Milan, invece, è chiamato subito a prendere per mano la squadra e dare risposte nel presente "Paquetá è un piccolo fenomeno. È riuscito anche a non farsi schiacciare dal confronto con Kakà, una delle leggende rossonere. Ha tutto per diventare velocemente un top player" dice Zico. E questa è la speranza di Maldini e Boban. Il Milan lo aspetta, riposato (finalmente), sorridente, pronto a far divertire. Come piace ai tifosi rossoneri, come piace allo stesso Paquetá. E come piace a Marco Giampaolo, pronto a esaltarlo e a metterlo al centro del suo Milan. Non per 300 secondi...