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Un tempo nemmeno troppo lontano Marotta e Paratici condividevano una suite nell'hotel del mercato: lì incontravano procuratori, dirigenti e presidenti, uscendo spesso vincitori. Il maestro e l'allievo? Di più: fatti l'uno per l'altro. Diremmo il gatto e la volpe, oppure i compagni di merende, se non fosse che queste definizioni possono apparire degne di due furbastri anziché di due professionisti seri e preparati quali loro indubbiamente sono. Oggi Marotta e Paratici non sono solo avversari sul mercato (e ci starebbe, considerato che lavorano per club rivali). Sono diventati nemici acerrimi. Si fanno la guerra su ogni giocatore possibile, anche quando magari non appare proprio necessario, e si creano ostacoli a vicenda senza alcun riguardo e a volte addirittura senza logica.

 L'Inter vuole Dzeko? La Juve casualmente fa un'alleanza con la Roma che non arretra di un milione nella richiesta per il bosniaco, benché sia in scadenza. I bianconeri puntano Darmian? Ci vanno sopra anche i nerazzurri. È così per un giocatore al giorno, di qualsiasi livello: nemmeno ci mettiamo a citarli uno per uno. Fino alla madre di tutte le battaglie, quella per Lukaku, attorno alla quale ruotano Dybala e, in modo indiretto, anche Icardi. Una sfida che include anche la comunicazione: fonti vicine alla Juve fanno sapere come si muove l'Inter, e viceversa. Indicazioni corrette o strumentali? Un po' in un modo, un po' in un altro. Una guerra senza quartiere che - è una sensazione - rischia di condizionare in negativo il mercato di entrambe le società. È Marotta contro Paratici, okay, ma non è che Juve e Inter ci rimettano?

@steagresti