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In conferenza stampa quest'oggi ha parlato Pietro Leonardi, dg del Parma: "E' giusto che dica quello che devo dire. Mi sono dimesso dal CdA e da ogni incarico futuro. La situazione da quando ero qui era risaputa. Ho operato in piena coscienza col consenso delle proprietà. Perciò da qui in poi avrò un ruolo ben preciso e delineato che è quello di direttore generale. Dovrò gestire quelle logiche organizzativo-sportive con il consenso della proprietà come successo negli anni precedenti. Ho sentito tante cose e volevo chiarirle, ho sentito tante inesattezze come la causa di questa situazione siano i tanti calciatori in rosa. Questa è stata una politica assolutamente sportiva e sempre con il consenso. Da questa politica sono usciti giocatori come Sansone, Borini, Ceppitelli e altri. Ho sentito dire da un collega che le comproprietà sono state tolte proprio a causa del Parma e dico: 'Da che pulpito arriva la predica'. Noi avremmo avuto sì e no 8 giocatori in compartecipazione".

PENSIERI STRANI - "Gli ultimi giorni io vengo informato a cosa fatta della trattativa del maggior azionista del Parma col gruppo di Taci. Non sono mai stato invitato, non ho partecipato a nessuna riunione. Sono solo stato informato a cose fatte, poi invitato a incontrare Taci. Ho partecipato a una conferenza con l'avvocato Giordano, anche se non la ritenevo utile visto che non sapevo nemmeno che ruolo dovessi ricoprire. Siamo andati avanti con diversi presidenti e mi sono messo a disposizione. Quando alle parole non seguivano i fatti mi è venuto qualche pensiero. Se mi sento di dovere delle scuse a qualcuno? Io ho chiesto scusa molte volte ai tifosi sia per i risultati o per altro e non ho problemi a chiedere scusa se ho sbagliato nelle strategie".

CASO BIABIANY - "La mancata concessione della Licenza Uefa ha inciso tantissimo. E anche la non cessione di Biabiany. In quel caso specifico il club avrebbe potuto ottemperare le pendenze di novembre. La cessione della società è stata fatta per dare linfa in più".
DIMISSIONI - "Ho pensato spesso alle dimissioni, soprattutto quando non stavo bene e anche per rispetto della mia famiglia. Ma per il senso del dovere ho deciso di non farlo. Con troppa semplicità ho sentito autorevoli voci dire che sarebbe meglio che il Parma fallisse. Mi chiedo se si sono fatti un esame di coscienza, come ho fatto io. Troppo poco rispetto nei confronti di chi lavora da anni in questa società. Facile farsi pubblicità andando in tv. Io ringrazio i dipendenti, i consiglieri di minoranza, i calciatori, gli allenatori, lo staffe soprattutto chi mi ha voluto bene perché c'è chi mi ha volto le spalle".

FIDUCIA PER IL FUTURO - "Non mi sono mai pentito di niente perché ho sempre creduto nelle persone. Per quel che mi riguarda sono convinto di aver sempre fatto il bene di questa società. Il 16 al massimo si prenderà qualche punto di penalizzazione, ma io sono fiducioso. Penso che il Parma sia ancora una società gestibile e non rinnego quello che ho fatto e non sono pentito di nulla. Il presidente oggi è in Lega, ieri ha rassicurato i giocatori. Altri non l'avevano fatto. Cantare il 'De Profundis' ora mi sembra prematuro. La proprietà ha garantito che risolverà il problema".

NON SO QUANTO RESTERO' - "Io non ho mai mollato da maggio in poi. Voglio dare continuità a questo club. Si è arrivata a una cessione, mi auguro che essa porti benefici. Se la nuova proprietà rispetta i patti sarò felicissimo e per quello che mi riguarda non so quanto resterò".