Oltre il danno la beffa. A due giorni dal rocambolesco pareggio di Marassi, 48 ore trascorse all’insegna del più assoluto fairplay da parte di società e squadra, è arrivata per il Parma la scure del giudice sportivo con l’inibizione per Pietro Leonardi fino al 5 marzo. Un provvedimento che ha colto di sorpresa il club gialloblù e che lasciato letteralmente sconcertato l’amministratore delegato del Parma Fc, come ha lui stesso commentato, telefonicamente contattato questa volta dalle emittenti parmigiani Tv Parma e Teleducato nell’ambito delle trasmissioni del lunedi sera: “Sono a dir poco allibito, è una decisione a mio modo di vedere inspiegabile che mi ha lasciato veramente esterrefatto e che mai e poi mai mi sarei aspettato. Al termine della gara ho prima richiamato alla calma tutti i miei giocatori all’uscita dal campo invitandoli ad andare dritti negli spogliatoi senza battere ciglio per non dare adito a polemiche. Non solo. Mi sono limitato a chiedermi tra me e me a voce alta il perché dei sette minuti di recupero. Non mi sono rivolto in tono offensivo a nessuno. Del resto lo si evince anche dal comunicato stesso del giudice sportivo ed è per questo che a maggior ragione sono incredulo. La motivazione dell’inibizione, che magari vi invito a rileggere così potrete constatare personalmente, recita: “per avere al termine della gara, al rientro negli spogliatoi contestato l’operato arbitrale con espressioni ingiuriose. Bene, quindi non dice che ho rivolto espressioni ingiuriose a qualcuno. In tutti gli altri provvedimenti disciplinari presi nei confronti di dirigenti dopo questo turno c’è sempre indicato un soggetto a cui gli stessi si sono rivolti in modo offensivo. Vuoi l’arbitro vuoi gli avversari. Nel mio caso questo soggetto non c’è. E sapete perché non c’è?

Perché non ho insultato o offeso nessuno, mi sono solo rammaricato a voce alta. Penso che questo sia ricorrente, oltre che umano e comprensibile… Detto questo, sempre al termine della gara, nonostante l’amarezza per la vittoria mancata, ho anche scelto insieme al mio presidente e al mio allenatore, come del resto avete potuto constatare tutti, di non commentare le decisioni arbitrali.  In pratica siamo l’unica società che non si è lamentata e non ha fatto strumentalizzazioni a livello mediatico in un week end in cui invece abbiamo assistito ad ogni tipo di lamentela e polemica nei confronti degli arbitri e del sistema calcio in generale. Io personalmente di più non saprei cosa fare. E cosa otteniamo? Che l’amministratore delegato del Parma viene inibito e che un giocatore viene squalificato per due giornate. A questo punto comincio a farmi delle domande? Come è possibile? Continuo a schierarmi dalla parte del sistema arbitrale, l’ho detto poche ore fa e lo ripeto con convinzione. Siamo vicini agli arbitri e li lasciamo lavorare. Al contempo però faremo ricorso perché voglio accertare la verità. Mi sento veramente molto triste, non avrei mai pensato potesse arrivare un provvedimento del genere. Tra l’altro solo a me in questo turno di campionato. Non lo capisco: oltre che danneggiato mi sento veramente beffato e cercherò di fare piena luce su questa questione che mi addolora profondamente e che mi lascia davvero e lo ribadisco, incredulo e sconcertato. Quello che chiedo adesso agli organi di comunicazione e i nostri tifosi è che si stringano attorno alla società e ai giocatori perché siamo in una fase del campionato delicata e abbiamo bisogno del supporto di tutti”.