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Più che di modulo, disposizione tattica o giocatori da inserire, il Parma deve capire cosa vuole fare e, di conseguenza, che atteggiamento proporre in campo. E dovrebbe essere sempre positivo, a prescindere da tutto. Contro la Roma si è visto poco, in una gara che ha lasciato qualche perplessità soprattutto nella seconda parte di gara dove Donadoni, assieme ai suoi ragazzi, non è riuscito a blindare, o per lo meno, proteggere, un risultato positivo.

E così, dopo il gol di Florenzi, preso a mò di azione da campetti, ne è arrivato un altro. Che Totti potesse essere in fuorigioco, o no, discutibile e comunque sarebbe per centimetri, poco importa. L'errore dell'arbitro ci può stare, premesso il quoziente di difficoltà, quello della difesa no. Non ci si può addormentare dimenticandosi dell'uomo che si marca e poi girarsi e vedere che non è un fantasma che segna ma Totti in carne e ossa.

E qui, a prescindere dal modulo, che si deve migliorare e cercare di fare meglio. Anche se la base fosse stata un 4-3-3, un 4-4-2, l'errore ci sarebbe stato comunque e di questo si deve discutere negli spogliatoi. Un Parma così distratto non lo si vedeva da tempo, eppure la squadra, anche sulla carta, sembra esserci, i giocatori ci sono per fare più e più esperimenti, niente da dire a una campagna acquisti che ha portato campioni già fatti, e qualcuno da farsi, a vestire la casacca gialloblù.

E intanto l'assenza di Paletta pesa, su questo c'è poco da fare. Il leader carismatico di un Parma scarico non c'è, magari da lui si può prendere esempio. E cambiare atteggiamento, perché non è una questione di modulo.