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Al diavolo il Daily Mail e la concezione, poco umoristica, di un mercato condotto come una specie di compravendita del bestiame. In Inghilterra, evidentemente, lo humor è un altro. Al diavolo provincialismi e mania di professionismo, il Parma, avendo agito nel pieno rispetto delle regole, ha la coscienza a posto e pensa ad altro. Alla Roma. Il posticipo della terza giornata di campionato si avvicina, un banco di prova importante, per entrambe le forze. 

Ma di più per il Parma, che un messaggio al campionato lo deve pur mandare, arrivati a un certo punto. Le tre sberle rimediate in casa dell'Udinese, il pari scialbo giunto dopo una prestazione tutt'altro che esaltante, condotta a domicilio contro il Chievo, ha fatto storcere il naso a qualcuno. E Donadoni, tecnico intelligente, capisce che qualcosa va cambiata. A partire dalla testa.

Perché no, se occorre anche nella disposizione tattica. Ad Ajaccio, il 3-4-3 mascherato con Cassano quasi trequartista, ha prodotto in zona gol, dove si sono notati dei problemi. Ma quello avanzato non è l'unico reparto a soffrire. Donadoni ha già spiegato ai suoi che, senza Paletta, non si va lontano. L'assenza del leader, più che la presenza, si è fatta notare, parecchio. Il pacchetto dei tre, vuoi perché sia nuovo, vuoi per altri motivi, si fa trovare spesso impreparato. 

Contro l'Udinese è successo più di una volta e, rigore inventato a parte, l'imbarcata poteva essere più convincente se Mirante non avesse fatto il suo dovere. E perché non provare a rientrare a quattro? Dove gli spazi sarebbero maggiormente coperti e gli scudi davanti alla difesa farebbero da filtro alle intemperie. Con la Roma potrebbero vedersi cambiamenti.