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Se ce l'avessero detto a inizio aprile, non ci avremmo creduto. Parma salvo con una straordinaria impresa salvezza e capace di condurre un avvio di campionato tutto sommato tranquillo nella stagione 2011/12. Eppure, l'anno si è chiuso con il retrogusto amaro dei fischi subiti dalla squadra in occasione dei 3-3 contro Lecce e Catania. Due pareggi che hanno deluso parecchio la tifoseria e la critica locale, come sempre pronta a sognare l'Europa.

Nel giro di qualche mese le cose sono cambiate in fretta. E, probabilmente, il mese di dicembre ha già posto le basi per un ulteriore cambiamento definitivo in vista della prossima stagione, quello che vedrebbe l'addio dell'uomo salvezza Franco Colomba (con contratto in scadenza il 30 giugno) e porterebbe in Emilia un allenatore capace di lavorare con i giovani e di garantire quella qualità di gioco alla quale l'ad Pietro Leonardi ha sempre ambito.

Un nuovo Pasquale Marino, verrebbe da dire. Nella speranza che il periodo con l'attuale allenatore del Genoa in panchina abbia insegnato qualcosa alla dirigenza crociata. Nel suo caso, infatti, insistere con un tecnico poco amato dall'ambiente (e dalla squadra) sino a giungere al clamoroso 1-2 per mano del Bari fu una scelta ben poco saggia. Almeno quanto fu azzeccata, e fortunata, l'idea di affidare la squadra a un esperto di situazioni difficili come Colomba. Che ha salvato il Parma con pochi e azzeccati accorgimenti di pura esperienza e che ora sta conducendo la squadra a un campionato tranquillo, anche se privo di picchi esaltanti.

Proprio per questo il 2011 passa agli archivi come un anno da salutare senza troppi rimpianti. Ma il cui insegnamento deve servire eccome a una dirigenza come quella crociata. Che da questo saliscendi durato 12 mesi dovrà capire come affrontare la prossima scelta, quella che potrebbe davvero far spiccare il volo al progetto di Tommaso Ghirardi, basato in particolare sul lancio di giovani talenti. A quattro anni dall'insediamento, sarebbe anche l'ora.