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  • Pastorin: felici 70 anni, Tuttosport!

    Pastorin: felici 70 anni, Tuttosport!

    Sono 70: buon compleanno, Tuttosport! Una lunga, bella e infinita storia cominciata a Torino nel 1945, grazie alla passione e alla competenza di Renato Casalbore (morto nel 1949 a Superga nella rogo dell'aereo del Grande Torino). Il direttore, oggi, è un giovane di valore e spessore, uno fatto in casa: Vittorio Oreggia. Ho trascorso vent'anni della mia vita professionale in questo quotidiano, conoscendo direttori come Gian Paolo Ormezzano, Piercesare Baretti, Piero Dardanello, che mi fece inviato speciale, Franco Colombo, Gianni Minà, che mi volle come suo vicedirettore, e, per un pugno di mesi, Xavier Jacobelli, ora alla guida di Tuttosport.com.

    Tanti sono i ricordi e tanta è la commozione, pensando ai colleghi che non ci sono più. Il mio pensiero va, per tutti, al mio maestro di giornalismo: Vladimiro Caminiti, poeta e narratore, imbattibile nei pezzi datti a braccio in notturna, mago dell'aggettivo, maestro di immaginazione, dotato di una profonda cultura classica. Mi insegnò a cominciare il racconto della partita "dal verde del prato e dall'azzurro del cielo". Viveva per il mestiere, scrisse sino all'ultimo suo giorno, quel grigio mattino di settembre del '93. Era ingenuo, presuntuoso, coraggioso, unico e insuperabile. Andava contro i poteri forti, adorava i portieri, il ruolo più folle e romantico. Anche Camin giocò in porta nei prati e sulle strade della sua sempre amata Palermo. Celebrava gli anti-divi, come Giuseppe Furino, il mediano della Juventus, da lui soprannominato "capitano con l'elmetto" e "furiafurinfuretto".

    Vent'anni: dal mundial di Spagna dell'82 alla seconda Coppa Intercontinentale vinta dalla Juve a Tokyo, contro il River Plate di Enzo Francescoli, grazie a un gol superbo di Alex Del Piero; le mie amate coppe Americhe, dove potevo svelare il Sudamerica, e non soltanto quello del pallone; i tanti campioni conosciuti, da Diego Armando Maradona, Tuttosport pubblicò la foto mia e del Pibe sull'aereo che da Barcellona portava il fuoriclasse a Napoli, a Leo Junior, da Gaetano Scirea a Paulo Roberto Falção, senza scordare Enzo Bearzot e il dottor Socrates, il calciatore filosofo che aiutò il Brasile a diventare una democrazia. Con il mio amico fraterno Marco Bernardini recuperiamo spesso quegli anni, quelle stagioni, quei personaggi. Dei tempi eroici della stampa a piombo, delle bozze, "dell'attento proto", delle lezioni dei caporedattori Mario Bardi e Giovanni Tortolini su come si doveva fare un titolo sino alle nuove tecnologie, che hanno comunque tolto un po' di anima al nostro mestiere. Auguri, dunque, mio caro vecchio e intramontabile Tuttosport! Lunga vita e tanti successi!

    Darwin Pastorin

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