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Sempre più indietro, sempre peggio. Il nostro calcio non cambierà mai. Nelle piccole come nelle grandi cose. Prendete, ad esempio, il clamoroso autogol del Napoli: vietare la conferenza stampa dell'allenatore Maurizio Sarri, uno dei personaggi più interessanti espressi negli ultimi tempi dal nostro vituperato pallone, alla maggior parte degli organi di informazione. Una scelta antidemocratica, assurda, sopratutto pensando a un presidente, Aurelio De Laurentiis, che vive di comunicazione e ai tanti bravi colleghi che fanno parte del club partenopeo. Una scelta che disapprovo, un'altra pagina buia. Tutti i giornalisti hanno pari dignità. Tutti. L'inviato del grande quotidiano, il volto celebre e il giovane apprendista cronista di una tv locale, di un sito web. 

Al presidente De Laurentiis vorrei parlare di Gaetano Scirea. Sì, proprio dell'indimenticabile libero e gentiluomo, un fuoriclasse sul campo e nella quotidianità. Ancora oggi rimpiango la sua amicizia, il suo esempio, la sua lealtà. Il suo sorriso leggero.

All'apice della gloria, quando Gaetano vinceva con la Juventus ed era uno dei campioni del mondo in Spagna nell'82, ai tempi in cui i calciatori avevamo come unico filtro la segreteria telefonica del telefono fisso di casa, l'asso bianconero dava retta a tutti. Senza fare nessuna differenza. Potevi chiamarlo anche di notte. E potevi essere la firma da prima pagina, l'editorialista del New Yorker o il ragazzino della radio privata di quartiere. Lui, Gaetano Scirea, trattava tutti allo stesso modo. Senza fare differenze. Rispondeva a ogni domanda: curiosità, memorie, aneddoti; parlava della propria filosofia di vita, dell'ultimo libro letto, del film visto, di quell'avversario, di quella partita disputata o da disputare. Perché aveva rispetto di tutti e tutto e capiva il lavoro del giornalista. 
Ho seguito, da inviato speciale di Tuttosport, l'epopea maradoniana, innamorandomi follemente di Napoli, che è per me una città mondo, la più sudamericana delle piazze italiane: mi ricordava la Rio della mia infanzia. Il Napoli, proprio con De Laurentiis, sta pensando in grande, per poter, prima o poi, recuperare i fasti del passato. Ma l'autorete della conferenza stampa non è da club di valore e di prestigio. Per rimediare e scusarsi, comunque, c'è sempre tempo. 

Darwin Pastorin