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Samuel Eto'o chiama, il mondo del calcio risponde. Tante stelle in campo a San Siro per l'Integration Heroes Match, evento organizzato dalla fondazione dell'ex attaccante dell'Inter (oggi presidente della Federazione calcistica camerunense): una partita per dire no a ogni forma di discriminazione, che ha permesso di vedere a Milano una vera e propria parata di campioni e campionesse di ieri e di oggi. Dai tanti eroi del Triplete nerazzurro (Zanetti, Cambiasso, Materazzi, Chivu, Maicon Julio Cesar, Sneijder, Eto'o) alle leggende del Milan (Shevchenko, Seedorf, Inzaghi, Boban, Gilardino), fino a maestri come Pirlo e Totti.

L'ABBRACCIO A DYBALA - Vecchie glorie (anche se il fisico tradisce i piedi restano quelli di un tempo), ma come detto in campo vanno anche i campioni di oggi e gli occhi sono tutti inevitabilmente puntati su Paulo Dybala, l'uomo più atteso. Perché si gioca a San Siro, quella che potrebbe diventare la sua nuova casa dopo i sette anni alla Juventus. L'Inter, non è mistero, è tra le squadre più attente al futuro della Joya e la notte di Eto'o diventa l'occasione di sentire l'abbraccio nerazzurro: il primo glielo dà nel pomeriggio Javier Zanetti, vice-presidente interista poi avversario in campo; il secondo glielo fa sentire chiaro e forte il pubblico di San Siro, acclamandolo all'ingresso in campo, dedicandogli cori e alcuni striscioni. Uno eloquente: "Paulo, ti aspettiamo. Amala". L'Inter aspetta Dybala, ma non è l'unica pretendente perché resiste la suggestione Roma e a portarla avanti ci pensa la persona che più incarna il romanismo. Francesco Totti è in squadra con l'argentino e confessa che qualche consiglio glielo darà, ma soprattutto mette sul piatto qualcosa di più pesante: la 10, la sua 10 che i giallorossi hanno ritirato. "Gliela darei volentieri, bisogna vedere se vuole prenderla lui", dice sorridente Totti prima della partita. Ma Dybala, almeno nella notte di San Siro, non prende quella 10 che alla Juve ha ereditato da Pogba e nella notte di San Siro sta sulle spalle di Totti, Snejder, Seedorf, Boban e Fadiga: sceglie la 21, quella che aveva indossato a Palermo e nei primi anni in bianconero. E durante la partita, nicchia sul proprio futuro per non spostare l'attenzione dall'obiettivo dell'evento: "Sono contento di essere a San Siro. Zanetti e Ausilio? Ho parlato con tante persone qui stasera, ma è meglio parlare dell'evento. Totti? E' un idolo per tutti, le sue parole di affetto sono belle e me le porto con piacere. Ora sono tranquillo, domani partirò per la Nazionale e c'è una bella partita contro l'Italia e vogliamo continuare a vincere. Non so ancora cosa farò, sceglierò il meglio per me: questo per me è importante".

LA PRIMA DI ONANA - San Siro abbraccia Dybala nella speranza di convincerlo a scegliere l'Inter, chi invece ha già scelto i nerazzurri è André Onana che si gode la prima notte milanese in attesa degli annunci ufficiali. Sorride quando, al suo arrivo allo stadio, gli chiediamo se sia pronto per l'Inter. Eto'o invece non ha dubbi: "Per me è tra i tre migliori al mondo, se non il migliore". Parole e musica per il portiere camerunense, che non vede l'ora di contendere la maglia di titolare a Samir Handanovic (manca solo l'annuncio per il rinnovo) e lo dimostra in campo nonostante il clima amichevole della serata: incassa il primo gol della partita di Inzaghi, poi decide di non far passare più nulla quando SuperPippo, Kluivert, Dybala, Totti e compagni provano a segnare ancora, ma deve arrendersi nel finale a Eto'o. Non è certo un'indicazione per Inzaghi, ma resta comunque la sua prima notte a San Siro da 'interista': e a renderla ancor più piacevole per Onana gli applausi e i cori che gli regalano i tifosi nerazzurri.

LA PARTITA - La partita appunto è una vera e propria parata di stelle, che anche a ritmi non certo da Champions League riescono comunque a regalare emozioni e spettacolo agli spettatori accorsi a vederli. I gol sono tutti di marca rossonera: Inzaghi apre, Seedorf, Matri e Gilardino ribaltano il risultato già nel primo tempo. Nella ripresa c'è spazio anche per qualche fallo e un cartellino giallo a Galante: perché sarà anche un'amichevole per una giusta causa, ma nessuno in campo vuole fare brutta figura. Eto'o trova il gol alla fine bucando il connazionale Onana, prima della doppietta personale di Seedorf che chiude i giochi. Dagli spalti si applaude, ma è pur sempre il day after del 19° scudetto del Milan e non mancano schermaglie goliardiche: "Chi non salta rossonero/nerazzurro è", "I campioni dell'Italia siamo noi" e anche qualche "Interista/milanista pezzo di m..." risuonano a intervalli regolari e rimarcano la rivalità cittadina in modo sano. Alla fine tutto San Siro si unisce in un unico abbraccio per dare un messaggio comune: no a ogni forma di discriminazione, il calcio vuole inclusione e integrazione.


United Icons-Inclusion Icons 2-4

Marcatori: Inzaghi (U), 2 Seedorf (I), Matri (I), Gilardino (I), Eto'o (I).

UNITED ICONS (4-3-3): Julio Cesar; Maicon, Thuram, Kimpembe, Valentina Bergamaschi; Sneijder, Pirlo, Totti; Dybala, F. Inzaghi, Kluivert.
Dalla panchina: Frey, Cocetta, Galante, Chivu, Serginho, Ambrosini, Castagnaviz, Lamouchi, Djorkaeff, Lindsey Thomas, Tim Cahill, Pazzini, Mboma, Eto'o.

Allenatori: D'Aversa e Montella.



INCLUSION ICONS (4-3-3): Onana; J. Zanetti, Sara Gama, Materazzi, Candela; Seedorf, Cambiasso, Deco; Eto'o, Matri, Shevchenko.

Dalla panchina: Dida, Zaccardo, Lisa Alborghetti, Barbara Bonansea, Boban, Baronio, Martina Brustia, Iaquinta, Ajara Nchtout Njoya, Fadiga, Gilardino, C. Zenoni.

Allenatori: Capello e Albertini.

@Albri_Fede90