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Una volta il 'parametro zero' era all'ordine del giorno, in casa Milan. Adriano Galliani, a inizio millennio, regalò ad Ancelotti prima e Allegri poi, diversi giocatori di qualità ed esperienza europea senza sborsare neanche un euro di cartellino: Jon Dahl Tomasson, Rivaldo, Cafu, Van Bommel, Flamini, Vieri solo per citarne alcuni. Il brasiliano arrivato dal Barcellona e il centravanti prelevato dall'Inter non brillarono, assolutamente, come tanti altri non citati in precedenza: Essien, Vogel, Dhorasoo, Honda, Traoré. Lista lunga, fatta di nomi importanti. Lista, quella degli svincolati, o prossimi allo svincolo, che sembra essere sparita da casa Milan. 

L'ECCEZIONE - Sì, perché la politica di Elliott è chiara: giovani, ambiziosi e, soprattutto, rivendibili in quanto futuribili. L'eccezione è stata fatta per Zlatan Ibrahimovic, 39 anni, libero dai Galaxy, corteggiato da Boban e Maldini e subito fattore determinante per i rossoneri. Lo svedese è stata la dimostrazione che giocatori anche in là con l'età possono essere utili per far crescere i giovani e di conseguenza aumentarne il valore, lo abbiamo scritto più volte. Ibra al Milan, ma anche, non andando a prendere come esempio Ramsey e soci della Juventus, che hanno ingaggi monstre, Ribery alla Fiorentina, guida e leader prima dell'infortunio. E il mercato, ora, regalerebbe due profili da Milan, per un Milan che vuole crescere. 
PROFILI GIUSTI - Verticali e veloci, sempre pronti a sacrificarsi per il bene della squadra ovunque hanno giocato: José Maria Callejon e Pedro, in scadenza di contratto con Napoli e Chelsea, sono profili che possono fare al caso del Milan che verrà, anche per questioni economiche, non solo tecniche. Eppure, il Milan, guarda altrove, a giovani di belle speranze, dimenticandosi di quelli che possono portare qualcosa nell'immediato. A costo zero. 

@AngeTaglieri88