Lorenzo Pellegrini è intervenuto a Roma TV: "Come sono andate le vacanze? Bene, anche il viaggio è stato fantastico. Il matrimonio? Non ci ho pensato più di tanto, quando stai bene con una persona non ti pesa. Ho trovato la persona giusta e me la godo". 

Il ritiro a Trigoria?
"Benissimo, non lo diciamo perché siamo qui, ma perché stiamo veramente bene. Qui abbiamo le nostre abitudini, conosciamo tutto alla perfezione, stiamo a casa. Magari stavamo bene anche in altri posti, dove faceva più fresco, ma non ci interessa: siamo qui per lavorare".

Vi siete presentati bene...
"Kevin è sempre perfetto. Rispetto agli anni scorsi, per la nazionale abbiamo avuto più tempo in vacanza. Dopo 15 giorni di relax ti inizi a preparare, tutti hanno voglia di rimettersi in modo. Quest'anno è stato più semplice".

Un bilancio della prima stagione.
"Sono contento, la quantità è stata quella giusta, forse a inizio anno non tutti si aspettavano che potessi giocare tanto. Sta a noi tenere la quantità e aumentare la qualità".

È aumentata la concorrenza.
"È bello, ci aiuta a crescere".

Sono arrivati giocatori di qualità come Pastore e Coric.
"Abbiamo fatto acquisti importanti, Bryan ha fatto benissimo, Pastore lo conosciamo tutti. È più semplice per noi giovani crescere e fare bene, siamo giovani, abbiamo voglia di imparare. È uno stimolo".

Che sensazioni hai nel ritrovare i tifosi?
"Viviamo per questo, quando ci sono i tifosi siamo i più contenti per noi. Sono uno stimolo, una carica, nelle partite ok, ma la partita si prepara anche da sola, averli anche in allenamento è eccezionale".

Al Tre Fontane si preparava la Roma di Liedholm, che faceva tanti gol coi centrocampisti. Sono un po' mancati?
"Si poteva fare di meglio, ma è una frase un po' fatta. Sicuramente volevo fare qualcosa in più a livello realizzativo, spero di fare molto meglio, poi ogni giocatore gioca per il gol, anche se noi a centrocampo abbiamo anche altri compiti. Esultare piace a tutti".
Che effetto ti hanno fatto le parole di Monchi?
"È normale che faccia piacere sentirle, ma con lui abbiamo un rapporto bello, ci parliamo, ci vediamo tutti i giorni a Trigoria, è normale avere un certo tipo di rapporto. Fa molto piacere, ti fa sentire importante e sentirsi importanti è la cosa primaria".

Ha detto che resterai molti anni a Roma. 
"Sono contento che il direttore abbia tenuto a puntualizzarlo. Ho già detto diverse volte che il mio desiderio è stare qui, altrimenti non sarei a fare questa intervista. Voglio crescere, sono contento di poter essere qui e crescere insieme alla Roma. Tante cose poi si capiscono col passare del tempo, ma voglio rimanere".

Anche in chiave nazionale hai un'aspirazione importante?
"Un'ambizione. Fare bene in nazionale è una delle cose più belle, lasciando stare le carriere di Daniele e Francesco, un giocatore cambia club ma non nazionale, la nazionale è sempre quella. Fa piacere, uno è contento quando rappresenta il suo paese, tutte le persone che fanno parte dell'Italia. È normale che ora abbiamo bisogno di lavorare e abbiamo tempo, non dobbiamo avere fretta. Gli altri obiettivamente sono più avanti, dobbiamo pensare a noi stessi. Credo in quello che ho detto a Villa Stuart, non devi puntare a essere migliore di un altro, ma di te stesso".

Ti ha colpito qualcuno in particolare?
"Mi è piaciuto Kluivert. Noto sempre come uno calcia, lui calcia molto bene. Gli altri gli aspettiamo. Conosciamo Bryan, aspettiamo anche il Flaco, dispiace per la partenza di Nainggolan ma siamo migliorati".

Hai visto un po' del mondiale?
"L'ho seguito con dispiacere, spero, penso che alla fine la Francia sia la squadra che più mi ha impressionato. Credo che la Croazia non molli mai, ce lo ha dimostrato arrivando ai supplementari, la stanchezza può incidere, ma può anche essere un segnale. Se mi devo sbilanciare, dico Francia".

Qual è l'obiettivo di squadra? Com'è il tuo rapporto con Di Francesco?
"Il mister, come ho sempre detto, ha sempre avuto le idee chiare. Ci conosciamo bene, ci aspettiamo tanto l'uno dall'altro. È normale che ci sia un rapporto diverso tra me e lui, c'è un rapporto di stima, però ci si aspetta tanto. Di questo sono contento, il fatto che ci si aspetti tanto da me vuol dire crearmi responsabilità".

Meglio evitare alcune squadre all'inizio?
"La tournée ti porta tanti benefici, ti fa affrontare grandi squadre. Non sarà mai come durante l'anno, ma giocare contro il Real Madrid è sempre una partita vera, anche mentalmente. Un aspetto negativo è che non sei a casa, qui siamo contenti perché abbiamo le nostre abitudini, conosco i macchinari in palestra, o il fuso orario, il volo. Dobbiamo lavorare e basta, chi capita capita, dobbiamo vincere. Una cosa in cui dobbiamo fare meglio è il rendimento in campionato".