Commenta per primo


"È fantastico, il miglior allenatore. Ringrazio il Real per averlo portato qui. Ora è un nuovo Real, lui ordina e i giocatori eseguono". Firmato Cristiano Ronaldo. Sono bastati poco più di tre mesi e Josè Mourinho ha già conquistato i giocatori del Real Madrid.
Più della visione di gioco, del modulo o del cambio azzeccato, è questo che rende Josè Mourinho lo Special One.

In Italia l'abbiamo capito la notte in cui l'Inter è salita sul tetto d'Europa. Lui, protagonista fino in fondo 'rovina la festa' annunciando il suo addio, e una telecamera furtiva pizzica un abbraccio struggente con Marco Materazzi. "Nessuno lo amerà come noi", dirà commosso ai microfoni il difensore. "E' il migliore al mondo. Lui vince ovunque non perchè hai migliori giocatori ma perché ti convince di essere il migliore", dichiara qualche mese più tardi Wesley Sneijder, tornato al calcio che conta proprio grazie a Mourinho. "Lui sapeva stimolarmi a dovere", gli fa eco Ibra che invece non risparmia frecciatine a Pep Guardiola. Didier Drogba ai tempi del Chelsea si è spinto addirittura oltre. "Lo amo, per lui mi romperei una gamba".

Se un Materazzi, spietato in campo con in suoi avversari o un omone come Didier Drogba si sciolgono in lacrime per l'addio del loro allenatore, un motivo ci sarà.
Tanto pungente a volte quasi arrogante davanti taccuini e microfoni, quanto amato e rispettato in maniera incondizionata all'interno dello spogliatoio. Non solo allenatore ma anche motivatore, psicologo, amico, padre severo e amorevole quando serve. Questa è la vera forza di Mourinho. La tattica del resto si può anche imparare ma il carisma no, e di carisma lo Speciale One ne ha da vendere.