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  • Perdere Conte e Hakimi in un colpo solo è un terremoto, ma Marotta è la vera garanzia dell'Inter

    Perdere Conte e Hakimi in un colpo solo è un terremoto, ma Marotta è la vera garanzia dell'Inter

    • Filippo Tramontana
      Filippo Tramontana
    Un terremoto o solo una scossa di assestamento? E’ questo ora l’interrogativo che si pongono tutti i tifosi dell’Inter. Dopo lo scudetto è iniziato il periodo dell’ansia che, solo in parte, la presenza di Marotta a garanzia di continuità riesce a mitigare. Uno scudetto che avrebbe dovuto portare serenità e continuità ma che invece è stato accompagnato da bagagli di insicurezze sul futuro. Dopo 2 anni l’Inter non sarà più la squadra di Antonio Conte, il testimone infatti è passato all’ex laziale Simone Inzaghi.

    Questo, per i tifosi, è stato il primo contraccolpo, non perchè Inzaghi non sia bravo anzi, ma perchè passare da un allenatore titolato e scudettato ad uno che deve ancora allenare un club che punta a trofei importanti fa pensare ad un passo indietro. Sulla carta non si può negare che sia così. Se prendi Conte diventi automaticamente la squadra favorita calamita per tanti top player, se arriva Inzaghi sai di essere in mano ad un bravo allenatore ma che, ad oggi, come appeal non si può avvicinare al suo fresco predecessore. Succede così che dopo l’addio del mister campione in carica la società si appresta a vendere anche un suo top player. Mi ricordo quando l’Inter annunciò l’arrivo di Hakimi, andai in euforia, giocatore totale, forte, giovanissimo e capace di fare tutto. 

    Il marocchino era ed è forse il migliore del mondo nel suo ruolo e veste nerazzurro. Ma il sogno Hakimi è destinato a durare poco, ce lo siamo goduti per un anno ed ora dobbiamo entrare nell’ordine di idee di perderlo. Perdere Conte e Hakimi in un colpo solo sa più di terremoto che di scossa di assestamento. Due dei migliori interpreti del proprio ruolo al mondo persi in due settimane. 80 milioni. Non sono pochi, forse l’Inter avrebbe preso in considerazione questa offerta anche in una situazione normale che non comprendeva una pandemia ed una difficilissima condizione economica che comunque vale per quasi tutti.

    Fatto sta che la società sta cercando di risolvere i propri problemi nel minor tempo possibile per poter poi concentrarsi sul futuro. Marotta, la vera garanzia in questa situazione, ha risolto il problema allenatore in poche ore assicurandosi un “mister” che è segnale di continuità per schema tattico e immersione nella realtà in cui vive. Per Marotta e Ausilio però la vera sfida sarà quella di rendere il meno indolore e il più remunerativa possibile la cessione di Hakimi. Sarà difficilissimo anche se necessario a questo punto. La speranza è che il marocchino sia l’unico “big” sacrificato perchè altrimenti sarebbero davvero dolori. 

    In teoria una squadra che vince non si dovrebbe toccare anzi dovrebbe essere rinforzata per darle ancora più slancio. Toccare un altro campione lasciandolo partire sarebbe difficile da digerire per i tifosi e soprattutto indebolirebbe troppo una squadra che in teoria vorrebbe ripetersi e raggiungere il traguardo della seconda stella. Dopo gli 80 milioni di Hakimi il resto del denaro necessario andrà ricercato e trovato dalle cessioni di Joao Mario e Nainggolan e nulla più. Sarà un’estate molto lunga e difficile da vivere però con la maggior serenità possibile senza fasciarsi la testa prima di essercela rotta, fidandosi di una dirigenza che fino ad oggi ha lavorato molto bene perchè a volte ci dimentichiamo che ci ha portato a giocare la prossima stagione con lo scudetto sul petto.

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