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  • Pernambuco: le inutili tournée estive

    Pernambuco: le inutili tournée estive

    Premesso che la mania delle prestigiose tournée sta declinando, resta da chiedersi perché alcune squadre non resistano al richiamo di tali sirene. Qual è, per esempio, il rapporto costo-beneficio d'un lungo viaggio nell'estremo oriente? Il tornaconto economico, la vendita di qualche maglietta (speriamo non taroccata), la conquista di nuovi tifosi, risponderà il funzionario o l'ad di turno.

    Di contro, avrete esibizioni di facciata, allenamenti superficiali, deconcentrazione galoppante sotto cieli tropicali. In un' umidita' da Apocalipse Now, tra sale dei terminal, trasferimenti aerei, spostamenti in autobus, difficoltà diplomatiche, si snocciolano esibizioni di finto calcio in cui il primo e unico comandamento è levare il piede, evitare il contrasto, non tentare lo scatto perché nell' acquario calcistico malese o thailandese, conta soprattutto non infortunarsi.

    Spesso i visti presentano problemi, si passano ore tra poliziotti e dogane con interpreti e accompagnatori che si spostano da un ufficio all'altro mentre il gregge degli atleti pazientemente pascola nelle sale d'aspetto con le orecchie "microfonate" e lo sguardo perduto nel vuoto. Alle tre di notte, finalmente ci si imbarca per Manila o Bangkok e poi la sera dopo, in uno stadio osannante di bandierine, si gioca una partita pigra e virtuale, davanti a un pubblico che scambia un calcio d' angolo per un fuorigioco. Gli allenatori non amano questo calcio finto che si nutre di deconcentrazione e finzione, inutile e dispendioso. Le squadre, al ritorno in Italia, sono spompate e disorientate. Ma la tournée è un distintivo prestigioso come insegnano Real Madrid, Barcellona, Manchester United. Poi magari, alla prima di campionato contro il Sassuolo si stecca e parte l'elogio delle provinciali, che si allenano in un ameno paese dell'Appenino e la tournée la fanno tra Arezzo e Cesena. Certo, non vendono magliette e non si affacciano sulle mille luci di Singapore, tra trombette e bandierine in un nugolo di zanzare, palleggiando pigramente nell'umidità asiatica. Pazienza, cosa non si farebbe per quache euro e un pugno di magliette dispensate nell' estremo oriente. Magari arriva l'ennesimo socio pronto a ripianare qualche buco di bilancio. Forse questo e' il sogno segreto che si cela dietro le inutili tournée asiatiche.

    Fernando Pernambuco

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