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Al cuore non si comanda. Lo sa bene Gabriele Angella, capitano del Perugia che nonostante la retrocessione in Serie C di un anno fa ha deciso di rimanere comunque: "Per riportarlo dove meritava". Detto, fatto. Il giorno della sua presenza numero 300 tra i professionisti ha festeggiato il ritorno della squadra in Serie B dopo una sola stagione grazie alla vittoria per 2-0 in casa del Feralpisalò. E a Calciomercato.com ha raccontato emozioni e segreti di un Perugia che ha centrato l'obiettivo.

Avete festeggiato la promozione?
"In realtà non tantissimo, perché siamo tornati da Salò a mezzanotte e per via del coprifuoco non c'era nessuno. Era un po' triste come situazione, ma ci rifaremo appena potremo".

Aveva scommesso che si sarebbe rasato i capelli in caso di promozione. 
"Fatto. E' la prima volta nella vita, non pensavo di stare così bene. Magari rimarrò con questo nuovo look".

I compagni cosa le hanno detto?
"Che sto meglio di prima, non so se fossero sinceri o mi prendevano in giro. Ora però tocca a Negro, anche lui aveva promesso che se li sarebbe rasati e ancora non l'ha fatto: vediamo se rispetterà il patto".

Chi è il giocatore più attivo sulla chat Whatsapp?
"Mah dopo la promozione è stato un continuo di foto e video da parte di tutti. Quella sera abbiamo dormito solo 3 ore, ci siamo ripetuti che eravamo orgogliosi di noi stessi e che avevamo fatto una grande cosa. In generale, Sasà Monaco e Burrai sono quelli che scrivono di più".

E il più bersagliato?
"Ci piace sempre prendere in giro il prof Franco Chinnici inviando foto sue nella chat (un collaboratore di Caserta, ndr). Lui sa che lo facciamo per goliardia e non se la prende mai".

Qual è stato il momento della svolta per la promozione?
"La partita con la Triestina, nella quale abbiamo vinto 2-1 dopo essere stati sotto fino all'86'. Sembrava fosse tutto finito, ma quel giorno abbiano dato un segnale forte. Quando si ribaltano partite così c'è sempre un lieto fine".

La prima chiamata che ha fatto dopo la vittoria-promozione?
"Alla mia compagna Chiara, poi ai miei genitori. Sono entrato nello spogliatoio e ho fatto queste due videochiamate per far vivere anche a loro l'entusiasmo che si respirava. Mi hanno sempre seguito e sostenuto, se lo meritavano".

A Salò ha raggiunto le 300 presenze da professionista: 82 col Watford, 54 con l'Empoli, 52 con l'Udinese, 48 col Perugia, 25 con lo Charleroi, 19 con la Reggina, 18 col Queen’s Park Rangers e 2 col Siena. Ci racconta le due esperienze all'estero?
"Quella in Inghilterra è stata una bellissima esperienza, ai miei compagni consiglio spesso di farla se dovesse capitare l'opportunità. C'è molta meno pressione che in Italia: quando entri a fare il riscaldamento sono tutti a bere birra sotto la tribuna, poi rientri nello spogliatoio, torni in campo e vedi sempre uno stadio strapieno. Sono sensazioni favolose".

Con il Watford conquistò anche una promozione dalla Championship alla Premier League.
"Sì, sono stati anni vincenti e sono rimasto nella storia del club. Ancora oggi sono in contatti con i tifosi del Watford che mi avevano addirittura dedicato un coro: 'Angella, oh my lord' ".

Che differenze ci sono tra la seconda divisione inglese e la Serie B italiana?
"In Championship c'è più ritmo, ma meno tattica, e i giocatori sono più fisici. Chi sa giocare tatticamente lì trova dei benefici, in Italia invece sono tutti bravi a livello tattico. Infatti, chi è forte all'estero non è così scontato che poi fa bene anche da noi. Osimhen, per esempio, è un giocatore fortissimo ma secondo me 70 milioni per lui sono tanti".

Avete giocato insieme allo Charleroi?
"Sì. Anche in Belgio mi sono trovato molto bene, ho trovato una società seria e un bel gruppo. L'esperienze all'estero mi hanno anche aiutato a imparare due lingue con le quali oggi me la cavo".

E che impressione ha avuto di Osimhen?
"E' un giocatore di prospettiva, che non leva mai la gamba e fa bene al gruppo. Credo che esploderà".
Siete rimasti in contatto?
"Sì, mi ha scritto per farmi i complimenti per la promozione. Mi ha detto che a Napoli è contento e anche se quest'anno ha avuto qualche problema con il Covid ora sta bene".

Farebbe un'altra esperienza all'estero?
"Consiglio a tutti di provarla, ma io al momento sto bene a Perugia e spero di fare bene qui. Presto parleremo con la società".

L'attaccante più difficile da marcare?
"Ne dico tre: Dzeko, Drogba e Aguero. Hanno una gran potenza nelle gambe, soprattutto l'attaccante della Roma. Se è in giornata è un'animale".

Che tipo è Caserta?
"Veramente forte. Un allenatore che sa gestire molto bene il gruppo e lavora tanto. E' pignolo in senso buono, sono sicuro che avrà un grande futuro davanti a sé".

E un difetto?
"E' difficile trovarlo: io sono un calciatore, ho una visione del calcio diversa dalla sua che lo vive da allenatore. Però posso dire che è un allenatore al quale è servita la gavetta e piano piano salirà di categoria".

Nonostante la retrocessione in Lega Pro dell'anno scorso ha deciso di rimanere a Perugia.
"E' stata una scelta di cuore, perché la retrocessione è stata una bella botta. Io sono arrivato con l'obiettivo di salire in Serie A, sono stato tanto tempo fuori a causa di un infortunio che non mi ha permesso di dare il mio contributo al 100%. Per questo non mi sentivo bene con me stesso, poi mi sono sentito comunque responsabile perché nel girone di ritorno ho giocato anch'io. E così ho deciso di rimanere per riportare il Perugia dove meritava, nonostante avessi avuto qualche richiesta. Il mister ha avuto un impatto importante nella mia scelta".

Chi l'aveva cercata?
"Il Pescara. Ma non me la sono sentita di andare nel club che ci aveva fatto retrocedere".

Cosa significa portare la fascia da capitano?
"E' una grande responsabilità e al tempo stesso un'emozione forte. Il capitano è quello che porta la fascia, poi però ci sono altri 5/6 giocatori con i quali deve confrontarsi per trascinare tutto il gruppo. Penso a compagni d'esperienza come Rosi, Burrai, Melchiorri e Falzerano, per esempio. Ma anche i giovani hanno dato il loro contributo, voglio fare un applauso alla società perché ha fatto un grande lavoro".

Chi è il compagno di squadra che scherza di più?
"Sasà Monaco, è un personaggio. E' bravo a fare gruppo e a creare spettacolo. Carica la squadra mettendo la musica nello spogliatoio".

Che musica si ascolta nello spogliatoio del Perugia?
"House o dance. Oppure, spesso, proprio Monaco mette le canzoni neomelodiche napoletane".

E il compago che sta più sulle sue?
"Favalli. E' un ragazzo calmo e introverso, che trasmettere una serenità enorme a tutto il gruppo".

E' pronto per il derby con la Ternana?
"Sappiamo che da queste parti è una partita importantissima e sarà anche bellissimo viverla. Speriamo ci possa essere il pubblico, giocare davanti a loro ci darebbe ancora più entusiasmo".