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In questo periodo complicato è giusto lasciare spazio anche a un po’ di leggerezza. Tanto più che oggi è il giorno dedicato ai famosi pesci d’aprile. L’origine della tradizione non è ben chiara: alcuni la fanno risalire alla Francia del XVI secolo, ma ci sono anche testimonianze ben più risalenti nel tempo, provenienti dalla Roma imperiale o dalle antiche civiltà indo-iraniche.

Il mondo del calcio, in ogni caso, non fa eccezione a questa simpatica usanza. Abbiamo dunque raccolto alcuni tra i pesci d’aprile a tema pallonaro più divertenti e riusciti, augurandoci di riuscire a strapparvi un sorriso.

Back in the USSR 
Tra i precursori ci furono i russi. Anzi, i sovietici. Nessuno si aspettava uno scherzo da loro, sempre così seriosi e glaciali, quando il quotidiano Izvestia pubblicò la notizia dell’acquisto di Maradona da parte dello Spartak Mosca il 1° aprile 1988. Molti ci credettero, tanto che fu necessaria una smentita ufficiale, specificando che si trattava di una burla.

Di lì in poi molti presero spunto, dando notizia di trasferimenti “impossibili”, non ultimo quello di Lionel Messi dal Barcellona al Real Madrid nel 2016 per la bellezza di 500 milioni di euro! CR7 salvatore della patria. Ancora più al limite lo scoop dell’Independent del 1° aprile 2011: il Ministro delle Finanze portoghese cedeva la nazionalità di Cristiano Ronaldo alla Spagna per la modica cifra di 160 milioni di euro, permettendo così al paese lusitano di ripagare una parte del debito accumulato negli ultimi anni. CR7, informato dell’accordo, avrebbe acconsentito di giocare per le Furie Rosse per spirito di patria.


Derby ittico della Madonnina 
Una fittizia pagina ufficiale dell’Inter annunciò il 1° aprile 2014 che la società nerazzurra era pronta a dare il via alla costruzione di uno stadio di proprietà nel comune di Parabiago, a una ventina di chilometri da San Siro, con tanto di progetto allegato. Un anno più tardi Valerio Staffelli, inviato di Striscia la Notizia, consegnò all’allora allenatore del Milan Pippo Inzaghi un tapiro d’oro informandolo del suo esonero da parte del club rossonero.
Sul tapiro c’era scritto “Pesce d’aprile”. Peccato che l’esonero avvenne sul serio appena un paio di mesi dopo.


Pecore e capre
Il 1° aprile 2018 i romeni del Poli Iași scrissero sui social che la partita contro l’FCSB (già Steaua Bucarest) era stata rinviata per via di un’invasione di pecore, con tanto di immagine a corredo. Un modo per prendere in giro il patron degli avversari, Gigi Becali, che in effetti aveva veramente bloccato il traffico pochi giorni prima, quando un gregge indisciplinato era scappato dalla sua tenuta nella periferia di Bucarest.

In Inghilterra, il Mirror scrisse invece nel 2011 che Fernando Torres, che non riusciva a segnare con la maglia del Chelsea, aveva scelto di affidarsi a un rito propiziatorio per battere la iella: portare una capra al pascolo a Stamford Bridge e farle fare i suoi bisogni direttamente dentro le due porte.

Made in UK
E dato che abbiamo capito che gli inglesi sono particolarmente burloni, ecco alcune delle migliori trovate usciti su giornali e siti britannici come April’s fool: Abramovich, stufo di ingaggiare allenatori, ha deciso di assumere lui stesso la guida tecnica del Chelsea; Craven Cottage, campo del Fulham, rischia di sprofondare nel Tamigi; ci sarà l’avvio di una sperimentazione di arbitri robot; Wayne Rooney è pronto a dire addio al calcio per dedicarsi al wrestling; il Manchester City sta progettando degli speciali scivoli per permettere il deflusso degli spettatori dall’Etihad Stadium.


Real-Borussia: pesce o pasticcio?
Infine, un caso clamoroso avvenuto il 1° aprile 1998 in quel di Madrid, poco prima della semifinale di andata di Champions tra il Real e i campioni uscenti del Borussia Dortmund. In Spagna il pesce d’aprile tendenzialmente non si celebra (loro hanno una tradizione analoga, l’Inocentada, il 28 dicembre), quindi ciò che successe quella sera sembra poter essere riconducibile più che altro alle intemperanze dei tifosi. La curva madridista, particolarmente agitata nel prepartita, tirò giù le recinzioni a cui era legata una delle due porte, che si spezzò. Al Bernabéu non c’erano porte di ricambio e così il Real rischiava seriamente di perdere la partita a tavolino. I blancos furono salvati solo grazie al pronto intervento di un dirigente, Agustín Herrerín che, con l’aiuto di altre persone, compresa una squadra di poliziotti in moto, si recò tempestivamente al campo di allenamento, situato a un paio di chilometri di distanza, per prendere una porta sostitutiva. Questa fu caricata su un furgoncino e montata in fretta e in furia al Bernabéu, così la partita si poté svolgere regolarmente, pur con oltre un’ora di ritardo. Il Real vinse 2-0 e, nonostante una severamulta e la squalifica del campo da parte dell’Uefa, poche settimane più tardi riuscì a vincere la coppa dalle grandi orecchie.