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Il Milan ha anche il problema dell’attaccante. Lo certificano i numeri: la squadra rossonera, con Marco Giampaolo prima e con Stefano Pioli ora, ha realizzato 11 gol in 11 partite, di cui solo 4 grazie alle reti dei centravanti. 3 di Piatek, di cui 2 su rigore, 1 di Leao. Un ballottaggio che, prima dell’inizio della stagione, in pochi avrebbero previsto. Piatek, dopo una prima annata in Serie A da 22 gol (9 con la maglia del Milan, 13 con quella del Genoa), sembrava inamovibile nello scacchiere rossonero. E invece no, in queste prime undici giornate lo hanno tenuto fuori inizialmente sia Giampaolo che Pioli: tre volte è subentrato dalla panchina, otto è partito nella formazione titolare. E le panchine in cui è in corso il polacco hanno prodotto come reazione solo la rete al Lecce, che sembrava quella della svolta. Svolta che per il momento non è arrivata. Il vero Piatek è il cecchino infallibile dell’anno scorso con Gattuso o quello smarrito di questo inizio di stagione con Giampaolo e Pioli?



TUTTI I NUMERI - I dati raccolti da Opta parlano chiaro e rappresentano al meglio i due Piatek, quello della scorsa stagione e quello attuale. Un gol ogni 240.7 minuti, 9 tiri in porta (meno di uno a partita!), 0 assist, solo 10 passaggi chiave per i compagni di squadra. Meglio invece ha fatto nei passaggi il Pistolero in questo avvio di stagione: 105 quelli riusciti (74.5 la percentuale), con soli 3 dribbling realizzati in 11 partite. Completamente diversi i numeri della scorsa stagione, nelle 37 partite disputate tra Genoa e Milan. 22 gol, di cui solo 2 su rigore, una rete ogni 135.1 minuti, 52 tiri in porta, 0 assist e 29 passaggi chiave. I passaggi totalizzati l’anno scorso sono 406 (74.9 la percentuale), con 17 dribbling riusciti. Analizzandoli, a quasi un terzo del campionato in corso, Piatek ha una media-gol notevolmente più bassa, ma tira anche meno verso lo specchio avversario. In linea i dati sui passaggi chiave, così come quelli sui passaggi in generale. Non è dunque cambiato il modo del Pistolero di dialogare con i compagni di squadra, ma lui non trova più con facilità la via del gol e più in generale il tiro a rete. L’anno scorso trasformava in oro ogni pallone, quest’anno non è più così. 

LA FORMA FISICA - Solo per demeriti dei compagni che lo devono assiste o anche dello stesso Piatek? Prima della sfida contro la Roma dello scorso 27 ottobre, Pioli aveva fatto capire che il polacco non attraversava un gran momento personale, anche dal punto di vista fisico: “Non possiamo permetterci di avere un calciatore che non lavora in entrambe le fasi, sono giuste le parole di Maldini. Sta bene, non è brillantissimo, non è ancora al 100%, ma presto ci arriverà”. Presto ci arriverà, ma con Roma (subentrando), Spal (dall’inizio) e Lazio (dal 1’) non ha mostrato grandi miglioramenti. Qualche squillo con la Lazio, ma più nella zona centrale del campo che in area, dove Piatek era imprendibile la scorsa stagione. Pioli e il Milan si augurano sia solo questione di condizione, ma le risposte le potrà dare solo lui, il Pistolero. Qual è il vero Piatek?