Il calcio in fondo è una cosa semplice. Fai gol, hai speranza di vincere. Non lo fai, buonanotte. Oggi a Marassi si sono affrontate due squadre ancora incompiute, fragili di quella fragilità che coglie chi non ha ancora un’identità precisa. Ma il Genoa ha un centravanti vero e il Bologna no. Questa è la differenza, questa la traccia di una partita tesa, nervosa, gravida di una serie di tentativi mal riusciti. In quella tonnara che è oggi la serie A, con valori appiattiti e partite decise da un tiro, un errore, un rimbalzo; la linea che divide la vittoria dalla sconfitta è molto labile. Il Genoa ha più qualità e un paio di buone idee: bastano e avanzano.

Ha vinto il Genoa (due vittorie su due a Marassi), sprofonda il Bologna. L’uomo-partita è il polacco Krzysztof Piatek, 23 anni, 8° gol stagionale, quello segnato al Bologna è il 4° in campionato, poi c’è la quaterna segnata al Lecce, in Coppa Italia. Occhio: Piatek ha segnato in tutte e tre le partite che ha giocato, contribuendo ai 6 punti del Genoa (che deve ancora recuperare la partita col Milan). Di pregevole fattura il gol di oggi, con un piatto a giro dal limite (assist di Criscito) che ha ingannato Skorupski. Non è il nuovo Lewandowski (ha qualità diverse), ma il Genoa ha fatto un affare: 5 milioni (più uno di bonus) valgono già l’acquisto.

Ballardini tira un sospiro di sollievo e si toglie una bella soddisfazione contro la squadra con cui - suo malgrado - ha timbrato la retrocessione nel 2014, Inzaghi precipita nell’incubo. Il Bologna è inchiodato alla propria mediocrità. E sta continuando a infilare record negativi. Insieme al Frosinone è ancora l’unica squadra di serie A a non aver segnato la miseria di un gol. Un solo punto per il Bologna in questo campionato: è la peggior partenza dal 2011/12 (un punto dopo quattro partite anche in quell’occasione). I rossoblù sono ancora l’unica squadra (escludendo le neopromosse 2018-19) a non aver ancora trovato la vittoria fuori casa nel 2018.

Dicevamo prima che la differenza l’hanno fatta (anche) i centravanti. Il Bologna le ha provate tutte. Inzaghi ha schierato un’altra coppia d’attacco, formata da Destro e Okwonkwo (si annulla da solo dopo un quarto d’ora incoraggiante), per poi inserire Santander, il grande mistero in casa rossoblù: pagato 6,5 milioni (il paraguaiano è l'acquisto più costoso dell'estate), dimostra un'inadeguatezza imbarazzante per la serie A. Niente da fare, l’astinenza del Bologna è ormai una zavorra insostenibile per una squadra poverissima di qualità. La fotografia di una squadra in difficoltà è anche nei cinque gialli (Destro si è fatto ammonire dopo 1’40”) e nell’espulsione nel finale di Pulgar.

In tribuna a Marassi c’era Cesare Prandelli. L’ex ct della Nazionale aveva visto dal vivo il Bologna anche due settimane fa, per Bologna-Inter 0-3 al "Dall’Ara". Tre sconfitte su quattro partite, più uno 0-0 col Frosinone, ma soprattutto la sensazione di una squadra lenta e prevedibile nella manovra, povera di idee e ormai precipitata nell’abisso del pessimismo: il Bologna è in balia del vento e il calendario non l’aiuta. Roma al "Dall’Ara", poi Juventus all’Allianz Stadium. C’è di peggio. Ma anche no. Inzaghi rischia davvero. La tanto conclamata svolta auspicata da Joey Saputo, dopo il triennio di Donadoni, non ha ancora visto la luce.

Genoa-Bologna 1-0 (primo tempo 0-0)
Marcatori: 24’ st Piatek
 
Assist: 24’ st Criscito

Genoa (3-4-1-2): Marchetti; Biraschi, Spolli, Gunter; Romulo, Mazzitelli (34’ st Pereira), Hiljemark (13’ st Lazovic), Criscito; Bessa; Pandev (15’ Kouamé), Piatek. All. Ballardini.

Bologna (3-5-2): Skorupski; De Maio, Danilo, Gonzalez (25’ st Orsolini); Mattiello, Poli (23’ st Svanberg), Pulgar, Dzemaili, Dijks; Destro (34’ st Santander), Okwonkwo. All. Inzaghi.

Arbitro: L. Banti di Livorno.

Ammoniti: 2’ pt Destro (B), 39’ pt Dijks (B); 12’ st Gonzalez (B), 20’ st Bessa (G), 53’ st Marchetti (G), 53 st Skorupski (B).
 
Espulsi: 52’ st Pulgar (B)