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Un grande allenatore del passato diceva che i bravi dirigenti non si vedono negli acquisti ma nelle cessioni. Senza voler tornare su tutti i soldi sprecati nelle ultime due gestioni dirigenziali e quindi sulle difficoltà di piazzare molti giocatori della rosa rossonera, proviamo a guardare al futuro. E' chiaramente in atto una campagna di sfoltimento che va di pari passo con l’obiettivo dell’abbattimento del monte ingaggi. Con questa sono alle prese Boban e Maldini consapevoli del fatto che non si tratta di un compito facile perché bisogna cedere tanti giocatori con ingaggi elevati, reduci da stagioni negative e che sono stati accatastati alla rinfusa, senza un reale progetto tecnico. Forse il lavoro andava cominciato l’estate scorsa, ma la compagine dirigenziale si era appena composta e solo adesso sta entrando nel vivo dell’opera.

Inevitabilmente qualche giocatore andrà ceduto a condizioni non proprio favorevoli per il Milan, quindi provocando una delle famose “minusvalenze” o in alternativa “oliando” le operazioni con sostanziose buonuscite. Ma è sempre meglio che continuare a tenerli tutti li a riempire lo spogliatoio e gonfiare il monte ingaggi. Da questo punto di vista finalmente è arrivata la cessione di Reina che aveva un ingaggio decisamente fuori misura per il ruolo di 12esimo. Stesso dicasi per Rodriguez, soppiantato dal nuovo acquisto Hernandez e Borini, palesemente inadeguato. La stessa cosa bisognerebbe fare con Biglia.

Ma in questo momento i 3 partenti di lusso sono Piatek, Suso e Paquetà. Tutti e 3 validi, ma per motivi diversi tutti e 3 fuori dal progetto. Qui non si tratta di “regalare” ma di vendere al meglio dal momento che il valore dei giocatori c’è, gli ingaggi non sono folli e che dovunque andranno probabilmente faranno bene. Al momento è evidente che i 3 siano fuori dal progetto ed esplicitarlo cosi tanto è un errore da non commettere mai. Per due motivi: il primo è che così facendo i potenziali acquirenti tirano sul prezzo e cercano fino all’ultimo giorno di mercato di comprarli alle migliori condizioni possibili per loro. Il secondo è che, nel caso in cui la cessione non vada a buon fine, non è poi facile reintegrarli nel progetto fino a fine stagione. Con questi due rischi devono fare i conti Boban e Maldini per Suso, Paquetà e Piatek.

Dall’altra parte il valore dei giocatori impone di non svenderli pur di liberarsene nelle ultime ore di mercato. Su questo sottilissimo equilibrio si valuteranno le capacità dei neo-dirigenti rossoneri. E, se uno, due o tutti e 3 i partenti non dovessero essere ceduti, dovranno essere bravi a non farli diventare un peso per lo spogliatoio e per la stagione rossonera.

Pareri personali su tutti e 3. Cessioni definitive a gennaio di questa portata sono difficili per tutti, quindi anche per Boban e Maldini perciò, secondo me, nessuno dei 3 cartellini si vender in questa sessione. Piatek è il più difficile da piazzare anche in prestito e alla fine potrebbe rimanere. Suso è diventato il classico “capro espiatorio” per la piazza e potrebbe andare in prestito 6 mesi a Roma per poi valutare a fine stagione il suo rinnovo e la sua cessione definitiva. Il prestito con diritto di riscatto a Parigi potrebbe essere una soluzione percorribile anche per Paquetà facendo leva sugli ottimi rapporti con Leonardo, che già la scorsa estate aveva tolto dal fuoco interista l’enorme “castagna” Icardi proprio in nome degli ottimi rapporti con l’ambiente nerazzurro di morattiana memoria. Ecco l’esempio di Marotta quest’estate dovrebbe insegnare qualcosa a Boban e Maldini. Il dg nerazzurro ha provato in tutti i modi a cedere l’attaccante che però rifiutava qualsiasi destinazione. Alla fine Marotta ha dovuto rinunciare a incassare quello che voleva per Icardi, ma piuttosto che lasciare a Conte un giocatore ingombrante per tutta la stagione ha trovato un’efficace soluzione “pro tempore”. La stessa cosa che, giunti a questo punto, dovrebbero fare Maldini e Boban per i tre “separati in casa” rossoneri.