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Stefano Pioli ha aperto per la prima volta ad un'ipotesi tanto suggestiva quanto tutta da praticare nel corso della stagione e Zlatan Ibrahimovic, che morde il freno per scendere in campo già contro la Lazio, dopo un'estate di sola fisioterapia e lavoro atletico, ha indirettamente lanciato la sfida. Lo svedese al fianco di Olivier Giroud nell'attacco del Milan: un'idea che affascina e che, sotto l'aspetto tecnico e tattico, potrebbe aumentare il potenziale offensivo della squadra rossonera. "Olivier ci da un punto di riferimento per la profondità e la presenza in area, Zlatan ormai è un regista offensivo, gli piace toccare più palloni e non star fermo dentro l'area", ha dichiarato il tecnico emiliano in occasione di un evento a Biella, dando il suo beneplacito.

UNO STIMOLO IN PIU' - Servirà - come Pioli ha correttamente evidenziato - che Giroud e Ibrahimovic siano entrambi al 100% della condizione fisica e dipenderà probabilmente anche dal tipo di avversario, ma questo Milan, che più volte nel corso della passata stagione e anche all'inizio di questa ha dimostrato di saper interpretare le partite in molteplici modi, non si preclude nulla. L'arrivo del francese ex Chelsea ha dotato il Diavolo di una freccia in più di grande qualità e, qualora ce ne fosse bisogno, darà al compagno di reparto svedese stimoli ulteriori per tenersi stretta la maglia da titolare. Se l'ultimo anno e mezzo di Ibra è stato decisamente senza concorrenza - Leao e Rebic da centravanti sono state delle soluzioni in più, ma pur sempre emergenziali, Mandzukic non è mai stato una "minaccia" - l'arrivo di un calciatore di grande esperienza, integro e ancora pieno di stimoli come Giroud cambia le gerarchie della linea avanzata.
DOLCE DILEMMA - L'ultimo campionato ha dimostrato come la tenuta fisica del gigante di Malmoe non sia più quella dei giorni migliori: delle oltre 50 partite stagionali del Milan 2020/2021, Ibrahimovic ne ha saltate praticamente la metà, una situazione che i rossoneri non potevano permettersi di subire passivamente anche in un'annata, questa, in cui le ambizioni per il campionato sono rinnovate e in cui fa il suo ritorno dopo 7 anni la Champions League. Con Giroud, Pioli ha certamente le spalle più coperte e avrà ora il dolce dilemma di decidere di volta in volta chi utilizzare come punta di riferimento. Partendo dal presupposto che, almeno inizialmente, il sistema di gioco sarà ancora il 4-2-31, non appena il francese si sarà ristabilito dal Covid giungerà il momento delle scelte e dei ballottaggi. Giroud insieme ad Ibra, si può. E forse si deve, per non scontentare nessuno.