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Dopo una settimana in cui è stato presentato da siti e giornali come possibile vice-Ibra, Scamacca ha addirittura anticipato i tempi e ha risolto con un colpo di testa decisivo la delicatissima sfida tra Milan e Genoa. Ironie a parte, la goffa autorete del centravanti rossoblù rischia di essere il gol più importante nella stagione rossonera.

Per sfondare il muro eretto da Ballardini sarebbe stata fondamentale la presenza del miglior centravanti d’area del campionato italiano, ma purtroppo Ibra ha dovuto scontare la squalifica per la discussione con Maresca e oltretutto ha pensato bene di scontarla a Stoccolma invece che in tribuna a S. Siro al fianco della squadra. Un altro dettaglio di cui bisognerebbe tenere conto in sede di rinnovo contrattuale. In campo Pioli si augurava che Leao potesse essere pronto per non far rimpiangere Ibra e invece il portoghese ha dimostrato di poter fare la prima punta con profitto quando le difese avversarie gli lasciano lo spazio di sfruttare la sua ampia falcata, ma di essere ancora in grande difficoltà quando gli spazi si stringono.

Eppure il pranzo domenicale era cominciato con il miglior antipasto possibile, cioè lo splendido gol di Ante Rebic. Un gol che teoricamente indirizzava la partita sul tema tattico preferito dal Milan e dai suoi uomini fortissimi a sfruttare gli spazi, come Rebic, Leao e Hernandez. E invece la squadra si è seduta sull’1 a 0 e ha pagato la grave dormita di Tomori sul pareggio di Destro. Grave anche l’errore sotto porta di Rebic a inizio ripresa. Anche perché è stata, di fatto, l’unica occasione del secondo tempo dei rossoneri che non riescono più a trovare la strada della porta avversaria con la facilità a cui eravamo abituati. Lo stesso Mandzukic, tornato finalmente a disposizione, fa vedere di essere in buone condizioni, ma non gli capita nemmeno una palla gol. La sensazione è che senza il regalone di Scamacca i rossoneri avrebbero fatto grande fatica a trovare la rete della vittoria. Oltretutto nel finale di partita il modesto Genoa va vicinissimo al pareggio su un’uscita-suicida di Donnarumma e servono i miracolosi salvataggi di Kjaer e Tomori per portare a casa i soffertissimi e pesantissimi 3 punti.
Una sofferenza esagerata considerando che adesso Pioli ha recuperato praticamente tutti i titolari e che si è tornati a preparare una partita alla settimana. La strada verso il ritorno in Champions League è ancora lunghissima e il Milan sta penando oltremodo per fare gol e punti. Il secondo posto a 7 partite dalla fine è confortante, ma non consente di stare tranquilli perché tra le gare restanti ci sono Lazio, Juve e Atalanta. E questo Milan non sembra affatto in salute.

Dopodiché a Paolo Maldini spetterà l’arduo compito di valutare a bocce ferme tutte le difficoltà di questo girone di ritorno e di ponderare bene investimenti, rinnovi, riscatti, conferme e partenze. Perché, con questa rosa, competere l’anno prossimo in Serie A e in Champions League appare davvero un’impresa ardua. E non si può certo pensare che per far crescere il valore di questa squadra basti uno come Scamacca. Che oltretutto il suo contributo più importante per la causa l’ha già dato. Involontariamente. Per fortuna.