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Quello contro l'Udinese è stato un pareggio indigesto per il Milan che riacciuffa sì al 97esimo un punto che sembrava perso, ma che palesa anche tanti dei limiti che questa squadra ha o meglio che si sta ritrovando ad avere, in questa delicatissima fase della stagione. E non è un caso che fra gli alibi citati da Stefano Pioli a fine partita ci sono state anche le numerose assenze, soprattutto in attacco, con giocatori chiave per affrontare partite con squadre così chiuse che purtroppo non erano a disposizione. Un segnale che guarda ben oltre la gara contro i friulani.

L'ALLARME PER IL FUTURO - Nel corso dell'intervista concessa a Dazn, Pioli ha infatti puntato il dito su un aspetto fondamentale per il presente, ma soprattutto per le mosse programmatiche future del club: "Oggi ci mancavano le caratteristiche giuste per affrontare questo tipo di partita, ci mancavano i due attaccanti veri in rosa. Leao e Rebic hanno altre caratteristiche". In sostanza Ibrahimovic e Mandzukic, le due prime punte della rosa e oggi fermi per infortuni. Entrambi sono in là con l'età, entrambi hanno il contratto in scadenza a fine stagione e proprio da qui il Milan dovrà partire per programmare il suo futuro.
 
 


SERVE UN BOMBER, CON O SENZA IBRA -
Confermare o no Ibrahimovic è e sarà un tema che per il Milan sarà centrale a lungo e va anche detto che i dubbi sulla condizione e sul futuro di Mandzukic persistono sebbene all'occorrenza possa fare anche l'esterno come già fatto in passato in bianconero (magari non per tutti i 90 minuti). Ciò che emerge dagli ultimi risultati e si intravede dalle parole di Pioli è che al Milan da prossimo mercato, serve un grosso investimento proprio in questo reparto. Serve un 9 vero più giovane e più continuo dei due a prescindere dalla loro conferma.

I NOMI - Il sogno più grande, ma ad oggi quasi impossibile da percorrere è Erling Braut Haaland del Borussia Dortmund che però soltanto dall'anno prossimo avrà una clausola rescissoria da 75 milioni e ha già tantissimi pretendenti (nonché Mino Raiola come procuratore). Affidarsi al lavoro di scouting di Moncada e pescare un nome esotico potrebbe essere un rischio dato che accanto a Ibra o senza di lui, servirà una grossa certezza per il reparto avanzato. E allora potrebbero tornare anche in auge nomi già trattati e chiacchierati in passato, già integrati nel calcio italiano e vogliosi, magari, di cimentarsi con obiettivi e palcoscenici più importanti. Giocatori come Belotti del Torino o Vlahovic della Fiorentina, sicuramente più giovani e integri di Ibrahimovic e Mandzukic. L'appello è stato lanciato, il Milan lo sa e ci sta lavorando. A Pioli servirà una punta centrale di grande livello. Il budget per acquistarla però passerà prima di tutto dal campo. Con o senza Champions, infatti, potrebbero cambiare tutti gli scenari.