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Chi non si ricorda la celebre scena de "L'Allenatore nel Pallone" quando, durante il Processo del Lunedì, il presidente Borlotti annuncia in diretta il nome del nuovo allenatore della Longobarda e nel frattempo squilla il telefono a casa di Oronzo Caná, ignaro di tutto? Ecco, quando Pioli durante la conferenza di ieri ha dichiarato: “Mi hanno contattato lunedì sera” mi è venuta in mente proprio quella scena. Alla faccia della programmazione. Al di là della battuta, purtroppo realistica, c’è poco da ridere. Gazidis parla di programmi, di investimenti, di stadio (tra l’altro lo fa rigorosamente non in italiano, benché il ricco bonifico mensile gli arrivi da istituti bancari di Milano) e poi scopriamo dalla voce del diretto interessato che il nuovo responsabile tecnico del progetto Milan, il fulcro dei piani tecnici, la figura che deve restituire lustro, punti e prestigio ai rossoneri viene contattata il “lunedì sera”??? Onore a Pioli che lo ammette con onestà e candore. Grande rispetto a un allenatore che sicuramente farà del suo meglio e sicuramente ci metterà professionalità e buon senso, elementi che ormai sono sempre più rari dalle parti di Casa Milan. Per questo motivo non condivido affatto l’odiosa campagna preventiva del #pioliout. Condivido invece le paure dei tifosi rossoneri che vedono la loro amata squadra in mano a una dirigenza e a una proprietà dalle prospettive indecifrabili e dalle idee confuse. Giusto per usare due eufemismi. Il processo che ha portato alla designazione del nuovo allenatore ha del paradossale. Che Giampaolo fosse in discussione da settimane lo sapevano tutti, soprattutto Boban e Maldini. Rimane poi l’interrogativo che ponevo mesi fa, cioè: “ma chi l’ha scelto?”. Ma qui non avremo risposta. Mai. Come a tante altre domande di questi misteriosi anni post Berlusconi. Quello che invece dovrebbero spiegarci i vari Gazidis, Boban, Maldini, Scaroni e Massara (ma quanti sono!?!?) è il motivo per cui, con Giampaolo in discussione da settimane, non avevano già preparato un potenziale sostituto. O addirittura due, per stare sicuri. Quando il Milan va a Genova, loro hanno già deciso di esonerare Giampaolo, tanto è vero che gli danno il benservito nonostante la vittoria. E allora che cosa aspettavano ad accordarsi con Spalletti? Che cosa aspettavano a cercare di capire se l’Inter lo volesse liberare o meno? Che cosa aspettavano a contattare l’eventuale sostituito? Boh, non si sa. L’unica cosa che si sa è che è stato fatto tutto in modo improvvisato, frettoloso, non pianificato. E adesso possono pure raccontarci che con Pioli parte un progetto pensato e ponderato, tutte balle. La realtà è che non sapevano chi prendere fino a lunedì sera. In confronto il presidente Borlotti era un re della pianificazione, almeno lui Caná lo aveva preso per retrocedere subito in Serie B. Almeno Borlotti aveva un piano, questo Milan no. Fa tutto con confusione e improvvisazione. Ma a proposito di “retrocessione”, quando Gazidis parla di disastro finanziario e rischio di Serie D prendendosela con le precedenti gestioni è a conoscenza del fatto che Scaroni, attuale presidente, era nel CDA anche con Yonghong Li?