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Da ieri mattina l’ambiente del calcio portoghese è in subbuglio. Motivo: l’apparire di un sito anonimo ma molto ben documentato. Si chiama Football Leaks, è loggiato nella piattaforma Live Journal (LEGGI QUI), e martedì ha cominciato a pubblicare documenti relativi a contratti stipulati dai principali club lusitani, o anche soltanto proposti e mai andati a compimento. Materiali che sarebbe bene venissero sempre conosciuti dagli appassionati di calcio, i quali dovrebbero pretendere la trasparenza sui contratti per capire quali siano i giri di denaro intorno a certe transazioni e soprattutto quali ne siano le destinazioni finali. E invece questi documenti diventano di dominio pubblico soltanto perché leaked, fatti trapelare. Ciò che sta avvenendo in Portogallo dalla mattina di martedì, quando i primi leaks sono stati resi noti facendo scoppiare la prima bomba. Pubblicato alle 5.49 del mattino, esso parla dei presunti rapporti fra lo Sporting Clube de Portugal e il Recreativo de Caàla (LEGGI QUI), club angolano controllato da Antonio Mosquito. Costui è un imprenditore che ha fatto fortuna nel ramo dell’edilizia civile, e ha poi reinvestito parte delle sue fortune nell’editoria portoghese acquisendo il 51% del gruppo Controlinveste, proprietario fra gli altri del Diario de Noticias e del quotidiano sportivo O Jogo. Ne viene fuori un rapporto fra il club portoghese e quello angolano in base al quale il secondo acquista calciatori e li gira al primo, che si riserva di acquistarli in seguito. Sarebbe andata così nel caso dell’acquisto di Bruno Paulista, centrocampista classe 1995 giunto in estate allo Sporting ma dopo essere passato dal club angolano. E la stessa formula avrebbe dovuto essere usata per gli acquisti dell’argentino Franco Cervi dal Rosario Central e del greco Kostas Mitroglou dal Fulham. Entrambi sono poi stati acquisiti dal Benfica, ma Football Leaks esibisce le bozze di contratto che sarebbero state predisposte dal club dei Leões per averli in biancoverde.

Per un giorno le rivelazioni del sito passano sotto silenzio, e l’indomani (cioè ieri) vengono riprese soltanto dal quotidiano sportivo Record, che pubblica due pagine sui rapporti fra lo Sporting e l’imprenditore angolano. Si tratta di un duro colpo per l’immagine del club, impegnato in una campagna contro il ruolo di fondi d’investimento e TPO nel calcio e tuttora sotto giudizio presso il TAS di Losanna per il contenzioso con Doyen riguardo la cessione di Marcos Rojo al Manchester United nell’estate 2014. L’ipotesi che il club schierato contro i finanziatori esterni abbia a sua volta rapporti con finanziatori celati dietro un club dell’ex colonia crea perplessità fra gli stessi tifosi. Ma non è ancora tutto. Perché quando il quotidiano contenente le rivelazioni del giorno prima è appena arrivato in edicola, su Football Leaks vengono pubblicati nuovi documenti. Il più clamoroso è quello relativo al contratto fra lo Sporting e Jorge Jesus, l’allenatore che in estate ha compiuto il clamoroso salto della barricata mollando il Benfica (club con cui ha vinto gli ultimi due campionati) per passare sull’altro versante calcistico di Lisbona. E stavolta si tratterebbe non di bozze, ma di documenti ufficiali con tanto di firme originali (LEGGI QUI). Risulta che Jorge Jesus guadagni 5 milioni e 4 euro (sì, proprio quattro euro oltre tutti gli zeri) a stagione, e che sia prevista per lui una lista di premi a rendimento che va dai 2 milioni per la vittoria nella Liga ai 4 per la conquista della Champions League. E fra le tante clausole ne sbuca una bizzarra: l’articolo 14, alla pagina 6 del documento, vieta all’allenatore di effettuare, direttamente o per interposta persona, scommesse su competizioni in cui sia coinvolto lo Sporting Clube de Portugal. No comment.

Dal club leonino partono subito le reazioni, che però non sono granché convincenti. In un comunicato di tre righe pubblicato sul sito ufficiale (LEGGI QUI) si dà notizia che il club non si pronuncia sull’autenticità dei “documenti” (termine messo fra virgolette, con chiaro intento di sminuirne il valore), e che i dirigenti hanno provveduto a investire l’autorità di polizia per fare le dovute investigazioni. Visto che la maggior parte dei documenti pubblicati fino a ieri ha come oggetto lo Sporting, parte dei tifosi prende a sospettare che si tratti di una manovra contro la presidenza di Bruno De Carvalho. Che dal canto suo, durante l’Assemblea Generale dei soci tenuta domenica scorsa, aveva parlato di un “governo ombra” composto da dirigenti e ex dirigenti del club (ben riconoscibili, dato che la stampa ne fa immediatamente nomi e cognomi LEGGI QUI) che si augurerebbe i rovesci dello Sporting per sabotare il nuovo corso. Ma l’impressione che il lavoro di Football Leaks sia mirato a screditare lo Sporting comincia a essere dissipata già ieri. Perché assieme alle rivelazioni sul contratto di Jorge Jesus vengono pubblicati due documenti riguardanti le offerte del Marsiglia al Santos per Leandro Damiao: tre soggetti controllati da Doyen (LEGGI QUI). Un preavviso di ciò che sarebbe stato pubblicato oggi.
A partire dalle 5.24 di stamani sono stati caricati documenti relativi a quattro dossier. Il primo riguarda “il complesso affare Doyen/Benfica per Ola John”; il secondo è dedicato al documento di accordo con lo Sporting Clube Portugal che Carrillo ha rifiutato di firmare, una vicenda di cui i lettori di Calciomercato.com sono a conoscenza (LEGGI QUI); il terzo concerne il contratto firmato dalla vecchia dirigenza dello Sporting con Doyen per l’acquisizione di Rojo e Labyad, e dunque in questo caso si tratta di documenti la cui pubblicità è un beneficio per il nuovo corso sportinguista di Bruno De Carvalho.; e infine il “Progetto Imbula” guidato da Doyen e Vela, società maltese. Di quest’ultimo intreccio viene svelato pure un documento in cui il Marsiglia si lamenta col Porto per il mancato pagamento delle prime due rate dovute per il passaggio del centrocampista dalla Francia al Portogallo (LEGGI QUI). Il file contiene addirittura la scansione della ricevuta di ritorno e della busta in cui il documento ha viaggiato. Una volontà di stravincere, da parte di chi sta compiendo i leak. Di sicuro un avvertimento ai dirigenti dei club coinvolti: le manine che passano i documenti sono ben addentro ai club.

Con ciò è tutto fino a oggi. Facile immaginare che in questi giorni molti personaggi del calcio portoghese puntino la sveglia alle cinque del mattino per scoprire cosa di nuovo venga caricato sul sito. O che qualcuno addirittura non ci dorma su. Intanto si sprecano le ipotesi su chi si muova dietro quel sito, ma senza addivenire a una certezza. Anzi, una c’è e ancora una volta la manifesta l’edizione online di Record: il sito da cui i documenti vengono “leaked” è loggiato in Russia (LEGGI QUI), paese in cui i proprietari dei domini possono mantenere l’anonimato. Sarà un autunno caldissimo, e non soltanto per il calcio portoghese.

@pippoevai