Come un Royal Wedding. Oggi a Oporto, alle 16 ora locale, Jorge Mendes sposa con rito religioso Sandra Barbosa a dieci anni dalla cerimonia celebrata con rito civile. E per il Portogallo è l’evento mondano dell’estate 2015. I rotocalchi ne fanno la notizia principale, e nemmeno i più seriosi giornali d’informazione riescono a sottrarsi al cicaleccio. Del resto, lo sposo non è un personaggio qualsiasi. Stiamo parlando del più potente uomo di calcio al mondo, nonostante una recente graduatoria stilata da ESPN gli assegni “soltanto” la piazza d’onore alle spalle di Michel Platini (LEGGI QUI). E in un paese di piccola taglia, nonché in crisi economica praticamente dall’inizio del XXI secolo, quella di Jorge Mendes è una success story, indipendentemente dal giudizio che si possa avere sul personaggio e i suoi metodi (LEGGI QUI). 

Del resto, quale sia considerazione guadagnata in patria dal superagente è testimoniato dall’onorificenza che gli è stata assegnata nel 2012 dal governo portoghese tuttora in carica, quello presieduto dal socialdemocratico (che in Portogallo vuol dire centrodestra) Pedro Passos Coelho: Collare d’Onore al Merito Sportivo (LEGGI QUI). E forse capiremo certe cose soltanto il giorno in cui ci ritroveremo Mino Raiola nominato Cavaliere della Repubblica, ma per adesso non possiamo che stupirci leggendo le notizie della vigilia. I signori Mendes convoleranno a nozze religiose nella chiesa di São João Baptista, il cui perimetro è transennato dalle 7 di stamani come se da quelle parti dovesse svolgersi un summit del G8 (LEGGI QUI). Del resto, la galleria degli invitati e i loro patrimonio personale sono d’assoluto rilievo. Un articolo pubblicato dal sito web dell’emittente radiofonica TSF informa che la somma delle ricchezze di molti invitati alle nozze raggiunge una cifra prossima al 8% del malconcio PIL portoghese. Né gli sposi sono da meno. I Mendes, entrambi giunti alle seconde nozze del curriculum personale (LEGGI QUI), sono estremamente affiatati anche negli affari. In particolare la signora Sandra è un’avvocatessa che gestisce il ramo immobiliare della ditta attraverso la società T23. 

Il banchetto di nozze dei signori Mendes si terrà presso la Fondazione Serralves, una delle più importanti istituzioni culturali portoghesi, sita in un parco immenso da 18 ettari nonché sede di una rinomata galleria d’arte moderna (LEGGI QUI). I 400 invitati potranno così godersi il banchetto di nozze in un luogo equiparabile più o meno a Villa Borghese. Non li disturberà nessuno, perché Jorge Mendes ha fatto riservare lo spazio fino a domattina. Pare che soltanto questo affitto gli costi 100 mila euro (LEGGI QUI).

Le notizie dei giorni scorsi davano Cristiano Ronaldo come testimone delle sposo. Invece due giorni fa si è venuto a sapere che il compare d’anello sarà il magnate singaporiano Peter Lim (LEGGI QUI), proprietario del Valencia e socio d’affari di Mendes nei fondi Quality Sports Investments, che hanno sede legale in Irlanda (LEGGI QUI). Da poche settimane Lim è anche proprietario del 60% dei diritti d’immagine di Cristiano Ronaldo, acquisiti per i prossimi sei anni attraverso la Mint Media (LEGGI QUI). Ovviamente l’affare è stato orchestrato da Mendes, che per CR7 non è soltanto un agente ma addirittura un “fratello maggiore” (LEGGI QUI). Intrecci d’affari e di famiglia, dunque. La grande famiglia mendesiana che si allarga sempre di più, e che stando alle notizie più recenti s’appresta a accogliere anche José Fonte, il difensore centrale del Southampton e della nazionale portoghese che ha mollato il suo agente storico Artur Teixeira (LEGGI QUI). E però forse questo allargamento sta andando troppo oltre, facendo registrare per reazione perdite inattese. Se n’è avuto un esempio indicativo proprio lungo l’asse Lim-Mendes, con le dimissioni di Amadeo Salvo da presidente del Valencia avvenute all’inizio di luglio per insanabili divergenze sulla conduzione della campagna trasferimenti (LEGGI QUI). L’anno scorso Salvo era stato il principale tessitore dell’operazione che avrebbe portato Lim a scalare la proprietà del Valencia, nel quadro di un’asta che probabilmente non ha premiato l’offerta economica più vantaggiosa fra quelle in campo. A sostenere questo punto di vista è stato Aurelio Martinez, ex presidente della Fondazione Valencia (LEGGI QUI), secondo il quale l’offerta migliore era quella del Dalian Wanda Group, lo stesso che successivamente avrebbe comprato Infront e il 20% dell’Atletico Madrid (LEGGI QUI) stato invece un ultras della candidatura di Lim, arrivando a mobilitare la tifoseria in favore del magnate singaporiano intanto che Bankia e l’advisor KPMG valutavano le offerte. La leggenda narra che a proporre la pista Lim a Salvo sia stato proprio Mendes (LEGGI QUI). Si era dunque in presenza di un triangolo ben collaudato, che però non ha resistito alla bulimia mendesiana. Emersa in pieno con l’affaire che ha portato il franco-congolese Gianelli Imbula a un passo dal Valencia, e poi scartato per far spazio al brasiliano Caio, un calciatore targato Mendes (LEGGI QUI). Il quale, giusto per completare il quadro, è stato poi rispedito indietro per non aver superato i test medici (LEGGI QUI). Un brutto passaggio a vuoto, così come quello che si è registrato giusto pochi giorni fa a Monaco, presso uno dei club più prossimi al superagente portoghese (LEGGI QUI).

Lì è successo che il “consigliere sportivo” Luis Campos ha rassegnato le dimissioni (LEGGI QUI). I motivi di questa mossa inattesa non sono ancora noti. È invece nota la vicinanza di Campos a Jorge Mendes e a José Mourinho, altro assistito del superagente portoghese (LEGGI QUI). Cosa sarà accaduto nel Principato? E cosa succede all’interno della Galassia Mendes, mentre i suoi confini si espandono senza posa? Farebbe bene a chiederselo il diretto interessato, fra un brindisi e l’altro delle nozze kolossal. Perché tutti gli imperi muoiono di gigantismo. E il suo ha già oltrepassato la soglia della dismisura.
(3. continua)

@pippoevai