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La colpa non è di chi evade il fisco ma di chi rileva la colpa. Un’idea balzana a proposito del rapporto fra il cittadino e la fiscalità generale, ma molto più diffusa di quanto sarebbe lecito. A esprimerla una volta di più è stato Wagner Ribeiro, un signore brasiliano che di mestiere fa l’agente di calciatori e molto altro. La sua esternazione sul tema delle colpe fiscali è giunta quattro giorni fa attraverso l’account personale di Instagram, e è stata motivata dalla volontà di testimoniare solidarietà verso un personaggio calcistico del massimo livello: Neymar Jr., l’attaccante del Barcellona. Quest’ultimo è stato colpito in patria, assieme ai familiari, da un congelamento di beni a scopo cautelativo per via di un debito col fisco: gli sono stati bloccati 42 milioni di euro, a garanzia di una presunta evasione fiscale da circa 14 milioni di euro consumata tra il 2011 e il 2013.

La vicenda dell’esternazione di Wagner Ribeiro è ben ricostruita sul sito di ESPN, che fra l’altro ha il merito di riprodurre il post dell’agente brasiliano (LEGGI QUI). Che ha usato Instagram per indirizzare un accorato messaggio al padre di Neymar. I due hanno affari in comune a partire dall’Uberlandia, piccolo club dello stato di Minas Gerais (LEGGI QUI). E un po’ per la comunanza d’interessi e un po’ per questioni affettive, Wagner Ribeiro ha testimoniato la propria solidarietà a Neymar padre e figlio. Lo ha fatto esprimendo concetti perentori.

Ha iniziato facendo riferimento al modo in cui la stampa brasiliana ha raccontato il provvedimento di sequestro: i media avrebbero mostrato un puntiglio ai limiti dell’animosità, secondo il suo giudizio. E guardando a questo aspetto l’agente ha tirato fuori l’argomento sociologico: poiché Neymar jr. viene dalla povertà, l’opinione pubblica brasiliana non gli perdonerebbe d’essersi arricchito. E alla prima occasione gliela fa pagare. Vabbe’, andiamo avanti. L’altro argomento forte è l’invito fatto al barcellonista affinché prenda i soldi e li porti in un paradiso fiscale. Lasci perdere il fisco brasiliano, chiuda tutte le attività in patria e passi il resto della vita su qualche spiaggia del Mediterraneo. Il terzo motivo, quello certamente più scomodo dal punto divista politico, è la sollecitazione a concludere la carriera nel Real Madrid. Un consiglio imbarazzante, se rivolto a un calciatore che veste la maglia del Barcellona. Il tutto senza che vi sia alcun retropensiero sul fatto che Neymar padre e figlio possano aver gabbato il fisco brasiliano. Tutto un “gomblotto” contro la star arricchita, da parte di uno stato di Polizia Fiscale e col mandato di un’opinione pubblica nazionale dominata da invidia e risentimento.
Tutta quanto abbastanza incommentabile, e infatti non una parola di chiosa va dedicata al post di Wagner Ribeiro. Piuttosto è un altro l’elemento da rilevare, e riguarda il numero di personaggi che si fregiano del ruolo di agenti di Neymar Jr. L’articolo di ESPN dà questo titolo allo stesso Wagner Ribeiro. E ovviamente c’è Neymar padre, che tratta gli affari del figlio sotto ogni punto di vista. Ma non finisce qui. Nelle scorse settimane, quando si è ipotizzato il trasferimento del giocatore al Manchester United, si è parlato di Pini Zahavi come agente del giocatore (LEGGI QUI). E infine, se andate sul sito di Doyen Sports Investments, trovate che nella finestra dedicata agli “Image rights” c’è proprio lui: Neymar (LEGGI QUI). Forse il ragazzo ha troppi mentori e intermediari. Si faccia spiegare da almeno uno fra questi quale sia il modo per mettersi in regola con le tasse.

@pippoevai