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Con la puntata di oggi si conclude l’analisi sull’utilizzo, squadra per squadra, dei giocatori arrivati durate la campagna trasferimenti estiva.

Lazio – Si tratta del club che meno ha operato sul mercato in entrata, e che meno di tutti ha utilizzato i nuovi. E certo è ancora troppo presto per dire se questo sia un giudizio dato dall’allenatore al mercato condotto dalla società, e tuttavia le cifre indicano che Stefano Pioli preferisca affidarsi alla vecchia guardia. Rispetto alla stagione scorsa i nuovi arrivi sono 6, e il loro utilizzo è molto parco. Nessuno di loro è stato sempre presente nelle 7 gare fin qui disputate, e nessuno di loro ne mette insieme 6. I primatisti sono Kishna e Milinkovic-Savic con 5 gare a testa. E ancora, se si va a analizzare ulteriormente quelle cifre si scopre che soltanto 7 volte i nuovi hanno giocato per intero i 90 minuti: 3 volte Kishna, 3 volte Hoedt, 1 volta Milinkovic-Savic. Per quanto riguarda i dati personali, i primatisti di presenze Kishna e Milinkovic-Savic hanno giocato rispettivamente 392 e 254 minuti. Hoedt ha collezionato 4 gare e 278 minuti. Matri, arrivato in chiusura di mercato, ha all’attivo 2 gare e 109 minuti. L’oggetto misterioso Ravel Morrison (già entrato in polemica con l’allenatore) somma 2 partite e 52 minuti, chiude Patric con 1 partita e 46 minuti. Gli impieghi dei nuovi sono soltanto 17 su 98, il 17,3%. Una quota molto bassa, che va ancora più giù calcolando i minuti giocati: 1086 su 6930, il 15,6%. Se non è un mercato irrilevante, poco ci manca. E intanto Pioli, affidandosi ai senatori, è tornato a scalare la classifica dopo un inizio molto difficile.

Napoli – Dopo la chiusura del mercato il nuovo tecnico azzurro aveva fatto delle scelte riguardo all’innesto dei nuovi, che in corso d’opera sono state rapidamente corrette. Di questo cambio di direzione testimonia la gestione degli uomini. Per esempio, due titolari designati erano Chiriches, giunto dal Tottenham Hotspurs, e Valdifiori, venuto assieme al tecnico da Empoli e dunque pensato come uno dei suoi uomini di massima fiducia. Ebbene, proprio questi due sono stati le vittime dell’aggiustamento in corso d’opera che ha trasformato il Napoli dopo le incertezze inziali. Chiriches ha giocato per intero 2 delle prime 3 partite (le trasferte di Sassuolo e Empoli), ma dalla quarta giornata in poi si è accomodato in panchina e da lì non si è più mosso. Traiettoria analoga per Valdifiori: titolare in 4 delle prima 5 partite (ma solo una giocata per 90 minuti: in totale ne ha messi assieme 276), e poi relegato al ruolo di riserva. Proprio Valdifiori rappresenta il simbolo dei ripensamenti di Sarri, che è stato bravo soprattutto a rigenerare chi a Napoli c’era già. Senza che ciò abbia significato la rinuncia a inserire del tutto i nuovi, fra i quali risultano due con 7 partite a testa e uno con 6. I sempre schierati sono Reina, che essendo già stato a Napoli due anni fa non ha avuto problemi d’ambientamento, e l’altro ex empolese Hysaj: per loro, rispettivamente, 630 e 610 minuti. Alle loro spalle c’è Allan, che ha giocato una gara in meno e totalizzato 508 minuti. Alla lista vanno le 2 presenze di El Kaddouri, entrambe da 16 minuti per un totale di 32. Mai utilizzati il portiere di riserva Gabriel e il giovane Chalobah, proveniente dal Chelsea. Stesso discorso per Dezi, che però a differenza dei due appena menzionati è sparito pure dalla panchina dopo le prime due di campionato. Per quanto riguarda i saldi, ai nuovi arrivati sono toccate 28 posizioni su 98, il 28,5%. I minuti giocati da loro sono 2281, il 32,9%.

Palermo – Il solito mercato vorticoso che non si sa a cosa porterà. A Palermo è così da quando è stata inaugurata la gestione Zamparini. A volte va bene, a volte si soffre. E in proposito, dopo le prime 7 giornate di campionato, le indicazioni sono state contraddittorie. La squadra rosanero era a punteggio pieno dopo due giornate, ma dalla quarta in poi ha collezionato 4 sconfitte cui per poco non ne ha aggiunta un’altra, avendo pareggiato soltanto in extremis la gara interna col Carpi alla terza di campionato. La squadra è stata rivoluzionata per l’ennesima volta, e in questo caso non pare lo si sia fatto in modo accorto. Del resto, lo specchio delle contraddizioni accennate sono proprio i nuovi. Per esempio, El Kaoutari. Ha giocato tutti i 630 minuti di campionato, e ha pure messo a segno il gol della vittoria alla prima di campionato contro il Genoa. Ma molte delle sue prestazioni hanno destato perplessità. Come lui hanno giocato tutte le gare Hiljemark e Trajkovski, che hanno totalizzato rispettivamente 420 e 322 minuti. E anche dai loro viene un’indicazione significativa: sempre presenti sì, ma in campo per 90 minuti soltanto 3 volte: 2 Hiljemark e 1 Trajkovski. Altro dato che dà l’idea di quanto composito sia l’utilizzo dei nuovi: con 5 gare giocate c’è Struna, che pur avendone disputate due in meno ha messo insieme più minuti (425) di Hiljemark e Trajkovski. L’altro nuovo arrivato che ha totalizzato 5 partite è Gilardino, atteso come l’uomo che dovrebbe risolvere i problemi dell’attacco rosanero: per lui soltanto 270 minuti, anche per via di una condizione fisica in partenza molto approssimativa. Le note fin qui esposte sono più che eloquenti per raccontare il calciomercato del Palermo. Restano da aggiungere le 2 presenze a testa di Goldaniga (115 minuti, di cui 90 interi) e Djurdjevic (85 minuti, subito bloccato da un infortunio), e quella del portiere di riserva Colombi, che ha giocato i 90 minuti contro il Sassuolo. Panchina fissa a zero minuti per Brugman e Cassini, con quest’ultimo che promette di essere un X File come lo era stato nella scorsa stagione il suo connazionale brasiliano Emerson Palmieri. Per quanto riguarda i saldi, gli impieghi dei nuovi sono stati 36 su 98, il 36,7%. Un po’ più bassa la percentuale dei minuti giocati: 2356 su 6930, il 33,6%.
Roma – Altro club perennemente in movimento sul mercato. Si compra tanto e si vende tanto, sempre a cifre ragguardevoli. Quanto agli innesti dei nuovi, i dati sono discontinui. L’unico sempre schierato è Salah, che è anche sceso in campo da titolare 6 volte su 7 ma ha giocato i 90 minuti per intero soltanto due volte: i suoi minuti giocati sono 505, la quota più elevata ma ben lontana dai 630 che segnano la presenza piena. Una valutazione analoga va fatta per i due giocatori che hanno collezionato 6 presenze: Dzeko e Iago Falque, che accumulano rispettivamente 389 e 344 minuti. Il bosniaco è stato bloccato da un infortunio occorso nella gara contro il Carpi, mentre lo spagnolo non ha mai giocato una gara per intero. E poi ci sono due “sempre presenti mancati”: Szczesny, messo fuori causa per 3 gare da un infortunio (360 minuti per lui) e Digne, che da quando è arrivato ha giocato per intero le 5 gare e disposizione (450 minuti). A 2 presenze (e 180 minuti) si ferma Rudiger. Tre con una presenza: Emerson Palmieri e Vainqueur totalizzano 24 presenze a testa, Gyomber soltanto 7. Alcune curiosità su Emerson Palmieri e Gyomber. Il primo era l’anno scorso al Palermo (se n’è parlato poco sopra), e dandolo via Zamparini ha dichiarato il giocatore non è questo granché. Dal canto suo, Gyomber proviene dal Catania, dove nei due campionati precedenti ha collezionato una retrocessione dalla A e una quasi retrocessione dalla B. Sempre dal Catania proveniva Spolli, compagno di imprese di Gyomber in maglia rossazzurra, arrivato a gennaio scorso per (non) disputare la seconda metà della stagione in giallorosso. Misteri del mercato di Walter Sabatini. Emerson Palmieri e Gyomber sono stati mandati in campo contro il Palermo, e adesso si tratterà di vedere quanti altri minuti giocheranno in campionato. Stesso interrogativo per l’argentino Ponce, cui fin qui sono toccate 4 panchine. Tirando le somme, gli impieghi dei nuovi sono stati 33 su 98, il 33,6%. Poco inferiore la quota dei minuti giocati: 2283 su 6930, il 32,9%.

Sampdoria – La carrellata si chiude con una squadra che in estate ha cambiato parecchio. I blucerchiati sono stati molto attivi sul mercato, mescolando colpi funzionali a un progetto di squadra con altri di difficile spiegazione o di esclusiva valenza mediatica. Le scelte fin qui operate da Zenga riflettono questa eterogeneità di scelte. Alcuni dei nuovi sono stati immediatamente individuati dal tecnico come titolari fissi, e sono stati sempre presenti o quasi. È il caso della coppia di centrocampisti composta da Barreto e Fernando: il primo ha giocato tutti i 630 minuti di campionato, il secondo si è fermato a 627 per via della sostituzione a 3’ dalla fine nella gara contro l’Inter. Sulle loro tracce è Moisander, che ha disputato 6 partite di cui 4 per intero sommando 422 minuti. Probabile che un candidato a essere sempre presente fosse Cassani. Che però dopo aver giocato i primi 180 minuti di campionato è stato fermato da un infortunio dopo 21 minuti della terza di campionato, contro il Bologna, e dunque per il momento si ferma a 201 minuti. Ma il suo posto è stato preso da un giocatore che a sua volta è diventato titolare: il giovane e sorprendente Pereira, 5 partite e 347 minuti. La lista dei nuovi che denotino un impiego significativo si chiude con Zukanovic, che in 4 presenza ha totalizzato 338 minuti. E a questo punto è come se venisse tracciata una linea divisoria fra nuovi arrivi utili e nuovi arrivi il cui senso è tutto da spiegare. Questa lista si apre con Antonio Cassano, che totalizza 4 presenze come Zukanovic ma mette insieme soltanto 60 minuti. Con 2 presenze si segnala Rodriguez, fresco di retrocessione col Cesena e impiegato per complessivi 15 minuti. Chiudono la lista con 1 presenza a testa Christodoulopoulos (45 minuti), Rocca (29 minuti) e Carbonero (12). Servivano davvero? Ci sono anche i nuovi mai utilizzati. Normale sia così per i portieri di riserva Puggioni e Brignoli. La stessa sorte tocca a Kristicic (rientrato dopo mezza stagione a Bologna) e al giovane di scuola interista Bonazzoli. L’impressione è che Zenga abbia fatto una scelta netta fra i nuovi su cui contare e quelli arrivati a Genova senza suscitargli particolari entusiasmi. Relativamente ai saldi, c’è un primo dato da tenere in considerazione: gli impieghi totali della Sampdoria sono 97 anziché 98, perché in occasione della gara d’esordio contro il Carpi il tecnico doriano ha utilizzato soltanto due sostituzioni. Su quei 97, 41 hanno riguardato nuovi arrivati, per una percentuale del 42,2%. I minuti giocati sono 2726 su 3960, il 39,3%.


(4. fine)
Pippo Russo
@pippoevai