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La notizia ha tenuto banco all’inizio di questa settimana: Mino Raiola è interessato a acquistare il Lugano, club che proprio la scorsa settimana è tornato nel massimo campionato svizzero. Una novità clamorosa, per un affare i cui contorni non sono stati chiariti. La sola informazione di partenza riguarda il fatto che Raiola abbia provato a acquistare il 60% del pacchetto azionario di proprietà dell’imprenditore ticinese Angelo Renzetti. Il restante 40% è nelle mani del peruviano Pablo Betancourt, un mediatore d’affari calcistici dalle molte ombre, che ha rilevato quella quota nell’agosto dell’anno scorso da Enrico Preziosi (LEGGI QUI).

Avendo presente questo quadro della situazione ci siamo rivolti venerdì pomeriggio a un collega ticinese per avere delle informazioni in più. Erano in pieno corso la tempesta Fifa e le operazioni di voto per la rielezione dell’autocrate Joseph Blatter. Ma erano anche le ore in cui il presidente e proprietario del Lugano s’apprestava a dare una risposta al duo Raiola-Betancourt. Il nostro collega, dietro la promessa che io ne mantenessimo l’anonimato, ha riferito a Calciomercato.com una serie di dettagli e qualche retroscena.

"Mercoledì 27 Pablo Betancourt e Mino Raiola si sono presentati nell’ufficio del presidente Angelo Renzetti e hanno messo sul tavolo un’offerta da 4,5 milioni di franchi svizzeri per il 60% del pacchetto azionario del Fc Lugano. Renzetti ha preso tempo chiedendo 48 ore per decidere. Ma in realtà, come ha detto a alcune persone di sua strettissima fiducia, aveva deciso immediatamente di non cedere, sulla base di due considerazioni. La prima: l’offerta è troppo bassa. La seconda: perché mai dovrebbe vendere il club, giusto adesso che è tornato in serie A? La richiesta di 48 ore per decidere è stata soltanto un modo per lasciar decantare la cosa. Renzetti è uno che si diverte un mondo a fare il presidente, anche se gli costa una barca di soldi e parecchio tempo".

Però Renzetti non aveva tenuto conto di una variabile. Nemmeno un quarto d’ora dopo l’incontro, la notizia dell’offerta da parte di Raiola e Bentancour viene sparata da un sito italiano specializzato in calciomercato. Renzetti non gradisce. E se mai si fosse lasciato tentare dall’idea di vendere, dopo quella pressione a mezzo stampa decide che mai e poi mai lo farà. Ma intanto parte la sarabanda delle dichiarazioni sui media: Raiola alza subito il tiro, parlando di Lugano da Champions League grazie ai suoi soldi e ai suoi giocatori, Bordoli confermato allenatore e Christian Gimenez (ex bomber proprio del Lugano e oggi "affarista" calcistico in Argentina) direttore sportivo".

E non è ancora tutto. Perché dopo la notizia dell’offerta di Raiola e Betancourt, il nostro collega rilegge le dichiarazioni del tecnico del Lugano rilasciate subito dopo aver raggiunto la serie A: "Dieci minuti dopo aver centrato la promozione, l'allenatore del Lugano, Livio Bordoli, è stato intervistato dall'emittente tv ticinese Teleticino. E cosa dice? ‘Sono contento, ma adesso voglio più soldi perché sono il secondo peggio pagato del campionato di Serie B’. Perché Bordoli dice questa frase? Sarà mica che qualcuno l’ha chiamato, disegnandogli davanti agli occhi panorami europei e nomi altisonanti per la squadra? E c’entrerà qualcosa l’offerta che, tre giorni dopo, Raiola e Bentancour presentano a Renzetti?".
Interrogativo al quale soltanto i diretti interessati potrebbero rispondere. A questo punto il nostro collega fa delle considerazioni finali, relativamente al senso dell’operazione. E manifesta le sue perplessità di carattere economico-finanziario: "Il campionato svizzero è a 10 squadre. In rapporto a tanti altri campionati europei non sarà forse granché, ma segnalo che lo scorso anno il Basilea ha vinto (dominando) e messo a bilancio un budget da quasi 100 milioni di franchi svizzeri. La seconda forza del torneo è invece lo Young Boys, che ha sì un bilancio sui 40 milioni, ma prevede di alzarlo grazie all'intervento della famiglia Rhys (Bmc ciclismo) e di altri soci importanti. Il Lugano è nettamente al di sotto di questi standard. E per quanticapitali Raiola e Betancourt possano muovere, mi sembra che a corto termine il paragone non sia proponibile a livello di investimenti. Il budget attuale del Lugano è sui 5 milioni e dovrebbe arrivare circa a 8 per la prossima stagione. Poi lo sport è sport, per l'amor del cielo, non si vince coi soli milioni. Ma senza, di certo, si fa parecchio complicata".

Dunque, parlare di scudetti e Champions League è una fanfaronata priva di appiglio con la realtà. E allora a cosa servirebbe il Lugano a Raiola e Betancourt? Il dubbio è ancora attuale lo scorso venerdì, quando la risposta di Renzetti all’offerta s’approssimava. E a questo proposito il nostro collega ha fatto un facile pronostico, confermato dai fatti: "Quindi Renzetti respingerà (oggi) l'offerta, causando la rottura con Bentancour, e si vedrà - di fatto - costretto a comprarsi il 40% che fu di Preziosi. Lo farà verosimilmente con l'aiuto di amici imprenditori nell'immobiliare sulla piazza luganese".

Ciò che puntualmente è accaduto (LEGGI QUI). Per adesso la storia finisce qui, ma i suoi dettagli insegnano molte cose a chi vuol leggerle. Che essa sia finita del tutto, invece, non ci giurerei. Né escluderei che, nelle prossime settimane, altri club del Canton Ticino possano essere oggetto di grandi manovre.

@pippoevai