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Una classifica imprevedibile. Il campionato arriva alla seconda sosta presentando una gerarchia di valori che nemmeno la mente più fantasiosa avrebbe azzardato. Fiorentina in testa dopo un’estate di grande perplessità da parte dell’ambiente, e un inizio di stagione ancora segnato da scetticismo e contestazioni striscianti, tanto da indurre il proprietario Andrea Della Valle a parlare di “clima inquietante” dopo la gara contro il Genoa alla terza giornata. Sull’altro versante, una Juventus che fa il pieno in Champions contro le due avversarie del girone annunciate come le più temibili, ma al tempo stesso in campionato si rivela capace di accumulare 10 punti di distacco dalla testa in sole 7 gare, ciò che ha quasi compromesso la corsa al quinto scudetto consecutivo dopo nemmeno un quinto di torneo. E fra queste due sorprese in positivo e in negativo si trovano distribuiti valori in molti casi indecifrabili. Per esempio, guardate le romane. La Roma era data come favorita assieme alla Juventus, e sia pur a strappi ha accumulato una quantità di punti tale da non farle perdere contatto con la testa della classifica, ma quasi mai convincendo. Invece la Lazio non era data come favorita, e ha pure avuto un avvio di stagione negativo; ma adesso, sia pur senza entusiasmare, viaggia un punto sopra la Roma. E anche dalle milanesi giungono indicazioni sconcertanti. Il Milan è già allo sbando, peggio che sotto le gestioni Seedorf e Inzaghi. E l’Inter, dopo un inizio reso molto favorevole da un calendario abbordabile, pare aver perso autostima dopo la batosta casalinga contro la Fiorentina. E ancora, abbiamo un Napoli in piena risalita dopo l’avvio incerto, squadre partite per salvarsi e invece stabilmente in alta classifica come Chievo e Sassuolo, e altre come Palermo e Udinese che dopo i botti iniziali hanno frenato in modo brusco.

Il quadro d’insieme è quello di un campionato che è stato definito “senza padroni”. Una formula che intende, appunto, il comportamento fin qui deludente delle formazioni annunciate come protagoniste. E ogni volta che la si sente pronunciare rimane un dubbio: ma è cosa buona o cattiva il fatto che questo campionato sia “senza padroni”? Dalle opinioni che man mano vengono espresse non si capisce. Traspare un senso di piacevole sorpresa per questo torneo che almeno nella sua fase iniziale frantuma le gerarchie annunciate, ma poi pare prendere il sopravvento lo scetticismo verso una situazione in cui le squadre indicate come favorite stentano a rispettare il loro ruolo. Sarà mica l’ennesimo segno di sofferenza del nostro calcio?
Per come la vedo io, questo sconvolgimento di valori è una scossa salutare per il nostro calcio. Che dopo lo scudetto vinto dalla Sampdoria nel 1990-91 si è trasformato in un oligopolio sempre più ristretto, e che dopo la breve parentesi della doppietta delle romane a cavallo fra i due secoli (1999-2000 e 2000-01) si è ristretto a un discorso a tre fra Inter, Juventus e Milan. E in questo percorso a perdere pezzi nella corsa alla competitività era rimasta soltanto la Juventus, vincitrice di quattro scudetti consecutivi mentre le milanesi s’inabissavano. Rispetto a una situazione in cui pareva dovesse sparire la competizione, ben venga un campionato che manda tutto in aria e inventa nuove gerarchie. Ma, come detto, questa è un’opinione personale. E d’altra parte comprendo pure il punto di vista di chi crede che la mancanza di squadre guida tolga qualcosa al torneo. Il calcio è per grossa parte tradizione, e vederla ribaltare in questa misura può anche provocare sconcerto. Dato che il tema divide, sarebbe bello sapere cosa ne pensino i lettori di Calciomercato.com. A voi questo campionato senza padroni piace o no? Il dibattito è aperto.

 Pippo Russo
@pippoevai