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Vorrei subito essere franco coi milanisti: Chiesa non serve, c’è Saelemaekers. Se vi interessa sapere il motivo secco di questa affermazione tanto perentoria - probabilmente siete rimasti scioccati e increduli davanti al vostro smartphone e state ancora ridendo scandalizzati - scorrete l’articolo fino alla immagine numero nove, altrimenti rimanete con me e sopportate l’ennesimo pippone sulla Juve di Pirlo. Perché Chiesa ai bianconeri farebbe molto (?) più comodo invece, anche se bisogna capire come, in che modo, ossia in quale posizione.  
 
JUVE A DUE VELOCITÀ – La nuova bibbia juventina è la tesi del Maestro, dunque citiamone un versetto a pagina 9: “Il nostro sviluppo offensivo sarà a due velocità: dietro sarà d’attesa e di preparazione, davanti invece veloce e diretto verso la porta”. Ecco, un Morata l’hanno già preso, ora interessa Chiesa, altro giocatore veloce e, soprattutto, molto diretto. Ma quale Federico vuole la Signora, l’ultimo o l’ultimissimo? Quello che ha stabilito nella scorsa stagione il suo record di gol e assist in Serie A (rispettivamente 10 e 9) o quello visto sabato contro il Torino, che è poi il solito Chiesa? Insomma, per intenderci meglio, la punta o l’ala destra? Giunti a questo punto, giova riprendere in mano un’immagine di Juve-Samp e partire da lì. Dove lo mettereste Chiesa in questo sistema?    



Al momento, penso, farebbe il cambio di Cuadrado, o per lo meno all’inizio si alternerebbe in quel ruolo. Pur avendo appena concluso la sua stagione migliore alla Fiorentina da attaccante nel 3-5-2, non credo che Pirlo la pensi come Iachini. Anche perché davanti, alla Juve, la concorrenza è mostruosa, considerando i vari CR7, Dybala, Morata e lo stesso Kulusevski. Inoltre per quello che abbiamo visto finora, la fascia sinistra bianconera non solo è (da sempre) particolarmente sensibile alle nostalgie di Ronaldo, ma è anche soggetta ad un automatismo chiaro e strutturale che prevede la salita del terzino a occupare la massima ampiezza (qui Frabotta). Per conseguenza, l’esterno sinistro del 4-4-2 della Juve nello sviluppo offensivo tenderà ad accentrarsi in zona di rifinitura. Dunque dovrà essere un giocatore bravo a venire dentro. Una sorta di esterno-trequartista, non un’ala pura. Appunto, Ramsey. Dall’altra parte invece, a destra, ampiezza e tagli verso la porta saranno il pane di Cuadrado (e dello stesso Chiesa qualora approdasse a Torino). Difficile pensare Federico a sinistra nella Juventus.   



CONTRO IL TORO - Ed eccolo infatti qui sotto nel 3-5-2 di sabato scorso contro il Torino, quinto iperoffensivo a destra. Sulla panchina viola, ricordo, siede sempre il buon Beppe Iachini, il principale promotore della versione ‘punta’ di Chiesa, nonché del suo effettivo miglioramento. Iachini tuttavia, da quando in attacco è rientrata la qualità di Ribery, è tornato a schierare Federico lungo la fascia destra.  



E proprio con una giocata tipica da ala pura e brutale, Chiesa ha deciso il match contro il Torino servendo l’assist per Castrovilli. Sotto, apprezziamo lo sviluppo offensivo coraggioso del Fiorentina pochi secondi prima del gol. Okay, Iachini non andrà di moda come Pirlo, ma anche lui attacca con tanti uomini. Talvolta sviluppa una struttura che assomiglia molto al 3-2-5… Modificate le caratteristiche di un centrocampista (un mediano al posto di una mezzala) e avrete più o meno lo sviluppo attuale della Juve. Dopo cambiano alcuni principi e certi movimenti.  



Chiesa brucia Ansaldi malgrado la prevedibilità della giocata.



Chiesa trova in area Castrovilli.


PIRLO CONDIVIDE IL PENSIERO DI MANCINI – Anche in Nazionale, sebbene il modulo di riferimento sia il 4-3-3, Mancini utilizza Chiesa praticamente nello stesso modo. Nel tridente infatti, c’è sempre un esterno dei due che viene dentro al campo e l’altro che occupa l’ampiezza. Insigne tendenzialmente è il primo.



Chiesa il secondo, largo a destra. E sempre per una questione di caratteristiche. Ma anche perché sulla fascia sinistra avviene da tempo nell’Italia di Mancini l’automatismo che si è iniziato a vedere anche nella Juve di Pirlo: la salita del terzino a occupare l’ampiezza, sia esso Biraghi (contro la Bosnia) o Spinazzola (contro l’Olanda).  



CHIESA AL MILAN? MEGLIO SAELEMAEKERS – E ora, come promesso, mi tocca argomentare lo sparo che ha bucato la prima riga di questo pezzo. Ribadisco e confermo: Saelemaekers al Milan è meglio di Chiesa. Stesso discorso per Castillejo. Dovrebbe esservi chiaro a questo punto che qui non si sta parlando del valore assoluto dei giocatori in questione. Anche perché forse il valore assoluto dei giocatori non esiste nemmeno. Immaginate un Milan con Rebic da una parte e Chiesa dall’altra. Apparentemente possibile, nulla di male. Forse però il gioco di Pioli diventerebbe meno vario e imprevedibile, la squadra un po’ meno equilibrata, meno asimmetrica con due esterni del genere. Invece con Saelemaekers…   



Saelemaekers è un giocatore meno ‘pesante’ di Chiesa e forse un po’ più ‘pensante’. Pulisce meglio certi palloni, non si intestardisce sul destro e in definitiva è un po’ più associativo di Federico. Non sfonda come farebbe Chiesa o come fa già Rebic dalla sua parte, eccola qui l’asimmetria. A destra il Milan usa il fioretto, a sinistra la sciabola.



Prestate attenzione dunque al tocco di palla di Saelemaekers nello stretto. Vi sorprenderà quant’ è sottile.