Avere sogni, nella vita, è tutto. Cercare di migliorarsi, di raggiungere la vetta. Ma riconoscere anche i propri limiti è un valore aggiunto. Cosa che ha fatto Fernando Alonso, il quale sa che non può reggere il confronto con un mostro sacro della Formula 1 come Michael Schumacher.

VIA DAL MITO DI MICHAEL SCHUMACHER - Niente di ufficiale ancora, sia chiaro, ma è sempre più probabile che Fernando Alonso prenda parte alla leggendaria 500 miglia di Indianapolis, la corsa automobilistica statunitense che per molti è sinonimo di ingresso nell’Olimpo dei motori: “Ci sono due soli modi per essere il miglior pilota al mondo - ha ribadito lo spagnolo - superare i mondiali di Michael Schumacher, ed è improbabile, o avere nel palmares il successo di un mondiale di Formula 1 e la 500 miglia. Io voglio fortissimamente tagliare questo traguardo”.

IL TABU’ DEL DOPPIO SUCCESSO - Alonso dunque ci prova; perché vincere entrambi i titoli è un vero e proprio tabù. Lui che ha già vinto due titoli di Formula 1, nell’ormai lontano 2005 e 2006. E dunque, proprio come accaduto anche l’anno scorso, è sempre più probabile che Alonso decida di saltare il Gran Premio di Montecarlo, in programma domenica 27 maggio, per concentrarsi sulla 500 miglia di Indianapolis, che si correrà lo stesso giorno dall’altra parte del mondo. Sarà sostituito da Jenson Button, il quale è già stato contattato dalla McLaren per un test dopo il weekend del Bahrain. Nella passata edizione della 500 miglia di Indianapolis Alonso, per un guasto al motore avvenuto a 21 giri dalla fine, si ritirò dopo essere stato anche in prima posizione.

UNA CARRIERA DI SUCCESSO - Nato a Oviedo, in Spagna, il 29 luglio del 1981, Alonso ha già collezionato diversi record in carriera: è stato il più giovane vincitore di un campionato mondiale di Formula 1 (2005), è colui che ha collezionato più punti a bordo di una Ferrari (1190), ha vinto 32 Gran Premi sui 295 disputati, conditi da 22 pole position e 23 giri veloci. In carriera ha guidato Minardi, Renault (al fianco di Jarno Trulli e Giancarlo Fisichella), McLaren e Ferrari.