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Michel Platini boccia, senza giri di parole, il Var. L'ex fuoriclasse della Juve, poi anche dirigente Fifa e presidente dell'Uefa,è intervenuto ai microfoni della trasmissione di Rai Tre "Che tempo che fa", affrontando tra i vari temi anche quello legato alla Video Assistence Referee. Poi il suo passato da calciatore e la squalifica inflittagli nel 2015 perché accusato di aver ricevuto illegittimamente dei compensi per delle consulenze dall'ex presidente Fifa Blatter.

PASSATO DA CALCIATORE - “Essere calciatore è il sogno di un bambino. Quando finisci di essere calciatore diventi un uomo”.

SULLA SQUALIFICA - “Io ho sempre pensato di essere un uomo libero, per questo non sono uscito da questo mondo. La giustizia sportiva non mi voleva presidente della FIFA. Era nel mio destino cambiare qualcosa, un calciatore poteva finalmente decidere qualcosa in un mondo di dirigenti. Ho sofferto per un mese perché c’erano tante cose che non si capivano. Quando ho capito da dove venisse il tutto mi sono detto che dovevo cominciare a difendermi e quando la giustizia svizzera mi ha assolto è cominciato il famoso contropiede della Juve”.

SUL VAR - "Il VAR non regola le cose, le sposta. Ci vorrebbero trenta minuti per spiegare perché non sono d’accordo. Penso che non si ritornerà mai indietro, ma credo che sia una bella cagata”.