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Va troppo spesso all'Eliseo. Dopo gli incontri di novembre 2010, quando il padrone di casa era Nicolas Sarkozy e il menu prevedeva il giro grande relativo alla cessione del Paris Saint Germain e l'assegnazione dei Mondiali 2022 al Qatar, ne salta fuori un altro. Più recente e con un altro presidente della Repubblica a fare da anfitrione. Lo rivela l'ennesimo scoop di Mediapart, il portale francese di giornalismo investigativo che negli anni più recenti ha condotto un lavoro sistematico sul Dossier Platini.

I giornalisti di Mediapart hanno avuto accesso ai brogliacci di alcune intercettazioni telefoniche. E una di queste, datata maggio 2019, riguarderebbe una chiacchierata durante la quale l'ex presidente dell'Uefa afferma che il presidente della repubblica Emmanuel Macron si sarebbe impegnato in favore della sua sorte giudiziaria. Inoltre, sempre nel corso di quella telefonata, Platini riferisce di essere in contatto col responsabile per lo sport dell'Eliseo. In ballo c'è la nota questione dell'inchiesta sull'assegnazione dei Mondiali 2022 al Qatar, ma non soltanto quella. Perché a partire dal 2015, in seguito allo scandalo Fifa che porta al blitz del 31 maggio presso l'hotel zurighese Baur-au Lac, Platini si trova al centro di una tempesta giudiziaria perfetta. Tirato dentro alle vicende di presunta corruzione egli si trova indagato sia in Svizzera che in Francia. A maggio 2019 le sventure giudiziarie dell'ex Roi Michel toccano il culmine col provvedimento di “guard à vue” a Nanterre.

Come riferisce Mediapart, si verificano due passaggi che rendono Platini e Macron un po' troppo vicini. Il primo avviene in data 8 marzo del 2018. Si tratta di un incontro all'Eliseo di cui non vi è traccia nell'agenda ufficiale degli impegni presidenziali. A organizzarlo è il giornalista Jacques Vendroux, capo dei servizi sportivi di Radio France, amico di vecchia data di Platini e forte sostenitore di Macron. E riguardo alla figura del giornalista c'è da raccontare un dettaglio relativamente al “making of” dell'articolo di Mediapart. Vendroux aveva in un primo tempo rifiutato di rispondere alle domande inviate dai giornalisti del sito asserendo che queste facessero riferimento a “questioni di vita privata”. Ma poi ci ha ripensato e soltanto un giorno dopo è stato lui a contattare Mediapart per riferire la propria versione dei fatti. Curioso. Stando al racconto di Vendroux, l'incontro è avvenuto su sua sollecitazione. Ci teneva che i suoi due amici si conoscessero. Il giornalista ha aggiunto che la questione dei problemi giudiziari di Platini sarebbe stata soltanto sfiorata. Una parte di conversazione durata “3-4 minuti”, che in seguito diventano “7-8 minuti”, e della quale il giornalista confessa di avere compreso poco perché infarcita di questioni tecniche.
Cosa effettivamente si siano detti Macron e Platini, possono saperlo soltanto loro. Però merita sottolineare la coincidenza di tempi. Quell'incontro riservato avviene tre mesi dopo che Platini ha affrontato un'audizione presso il Parquet National Financier (PNF, la procura nazionale francese specializzata in reati economico-finanziari) intanto che due sue residenze venivano perquisite e i suoi conti bancari passati al setaccio.

Il meeting di marzo 2018 non rimane il solo punto di contatto. A creare ancora più imbarazzo è la telefonata di maggio 2019 fra Platini e Jean-Pierre Chanal, ex direttore generale aggiunto dei servizi della Ville de Marseille, nonché uomo in ottime relazioni col macronismo. È Chanal a mettere in contatto Platini con Michel Debacq, avvocato generale presso la Corte di Cassazione francese e anche lui molto vicino al circolo presidenziale. Nel corso della telefonata di maggio 2019 Platini lascia intendere che da Macron gli sarebbe giunto un aiuto giudiziario. La cosa rimane vaga, così come molto da retroscena è il lavorio svolto da Debacq. Dall'Eliseo smentiscono ogni ingerenza presidenziale sul dossier giudiziario di Platini come su qualsiasi altro. Ma da Mediapart fanno notare quell'inopportuno intervento di Macron durante una trasmissione in diretta dell'emittente televisiva RTL. Con Platini in studio, Macron si collega via telefono e afferma di comprendere “il senso d'ingiustizia” provato dall'ex capitano della nazionale francese. Un'uscita che sa tanto d'ingerenza nella sfera del potere giudiziario, dato che Platini è indagato dalla magistratura francese. Un presidente della repubblica farebbe bene a stare al di sopra della mischia. E adesso quelle parole di Macron assumono tutt'altro significato.

@pippoevai