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"Un eterno ragazzo che dopo aver incantato la Francia e l'Italia con le sue giocate meravigliose e la capacità di non prendersi troppo sul serio, ha saputo reinventarsi dirigente sportivo di altissimo profilo senza perdere il gusto dell'ironia della 'giocatà spiazzante, stavolta nel campo delle idee". È un passaggio della motivazione con cui il sesto 'Premio internazionale Giacinto Facchetti - Il bello del calciò è stato consegnato al presidente della Uefa Michel Platini. "Dopo aver esaltato i tifosi della Juventus senza mai risultare antipatico agli altri, circostanza che da sola lo rende un felice alieno, il suo impegno all'Uefa - si sottolinea nella motivazione - è ora animato da una spinta propulsiva trasparente, il bene del gioco inteso come patrimonio comune da preservare e sviluppare per le generazioni future". La premiazione si è svolta nella sala Buzzati della Gazzetta dello Sport, di fronte al direttore della 'roseà Andrea Monti, al presidente del Coni Gianni Petrucci, della Federcalcio Giancarlo Abete, della Lega di Serie A Maurizio Beretta, dell'Inter Massimo Moratti, oltre all'ad del Milan Adriano Galliani, al membro del Cio Franco Carraro, ai familiari di Giacinto Facchetti e alla moglie di Candido Cannavò, Franca.

Michel Platini attacca i club sul fair play finanziario. "Oggi che nel mondo tutti stringiamo la cinta non capisco perchè le società di calcio debbano avere tanti debiti. Non bisogna spendere più soldi di quelli che guadagniamo. Il calcio professionistico ha 1 miliardo 400 milioni di perdite annue. C'è stato un coglione, io, che ha detto che era ora di smetterla. Bisogna dire basta a quello che c'è. Gli incassi sono diversi da paese e paese, dunque abbiamo fatto una legge che ha valore morale molto importante. Attraverso i conti dei club vedremo cosa non funziona".

Sulla Nazionale di Prandelli: "L'Italia sta tornando squadra. Per forza Prandelli sta andando bene, è stato cinque anni con me alla Juve.. -  scherza -. Avete scelto un bell'uomo, un bel personaggio e un tecnico bravo. L'Italia sta tornando a qualcosa di interessante, ha trovato gente che segna e Buffon sta tornando in forma. C'è chi para e chi fa gol e questo è importantissimo. Ora sarà compito di Prandelli quello di mettere intorno a questi giocatori una bella squadra che può vincere. Anche la Francia sta crescendo, ma fare peggio non era possibile...Da presidente Uefa -sottolinea- voglio battere i brasiliani ai Mondiali di Brasile 2014. Siamo già andati in Africa a vincere, vuol dire che il calcio in Europa funziona molto bene".

Platini ha anche parlato di Alex Del Piero e della Juventus: "Sarebbe un peccato se Del Piero, che è una bandiera della Juve, partisse, mi farebbe male. Gli italiani hanno problemi per lasciare il calcio. Per quanto riguarda la vicenda tra Del Piero e la Juventus è un fatto loro. Ognuno deve decidere quale è il suo momento. Se uno si sente bene.. Se è l'anno buono per loscudetto? Ci sono tanti anni buoni nel passato. Sarà il campo a decidere, la Juve ha buona squadra e bello stadio, vedremo se sarà migliore delle altre squadre".

Infine, il presidente della Fifa, che con la maglia della Juventus vinse tre volte di seguito il Pallone d'Oro, parla di Lionel Messi, che quest'anno potrebbe eguagliarlo: "I record sono fatti per essere battuti e questo sarà superato in futuro, io sono arrivato alla Juventus a 27 anni ma se fossi arrivato a 13 anni come Messi al Barcellona forse ne avrei vinti di più. Però mio nonno si era trasferito in Francia e ora non posso certo fargli causa in tribunale...".