Chievo e Cesena, ma non solo. Nelle ultime settimane abbiamo analizzato l'utilizzo che diverse società calcistiche italiane fanno della plusvalenza come strumento per sistemare quei bilanci che, altrimenti, presenterebbero perdite sostanziali. L'analisi dei bilanci di questi due club, partita da Calciomercato.com e proseguita con Striscia la notizia, ha portato la Procura della Figc a prendere un provvedimento ufficiale, ovvero l'apertura di un'inchiesta per fare chiarezza sulla vicenda. Ma a utilizzare simili escamotage, negli ultimi anni, non sono state solo le società citate in precedenza.

I MERAVIGLIOSI 2000 - Negli anni 2000 tanti club italiani, anche importanti, sono ricorsi all'uso di questa "scappatoia": tra loro, Milan, Inter, Roma, Lazio, Parma e Perugia. E, come nei casi denunciati che riguardano Chievo e Cesena, spesso tali operazioni hanno riguardato giovani calciatori. Un esempio su tutti? I tanti scambi tra ragazzi cresciuti nei rispettivi settori giovanili e avvenuti,  nei primi anni del terzo millennio, tra Inter e Milan.

MILAN-INTER, QUANTI SCAMBI - Nel bilancio del 2003 della società nerazzurra si possono notare le cessioni di quattro ragazzi ai cugini rossoneri: Salvatore Ferraro (una presenza in Serie A e una carriera in Lega Pro), Alessandro Livi (che si è ritirato dal calcio professionistico prima dei 30 anni), Giuseppe Ticli (stesso discorso fatto per Livi) e Marco Varaldi. Operazioni per calciatori non di primo livello, che hanno però generato plusvalenze per 14 milioni di euro. Analogamente, nel bilancio del Milan, si possono notare quattro operazioni opposte: le cessioni ai nerazzurri di Simone Brunelli, Matteo Deinite, Matteo Giordano e Ronny Toma (zero presenze in Serie A in quattro). Quattro cessioni, che hanno permesso di iscrivere a bilancio plusvalenze per circa 12 milioni.

'FIRME FALSE!' - Lo stesso Brunelli, qualche anno fa, denunciò diverse irregolarità nel trasferimento che lo portò da una sponda all'altra del Naviglio. Addirittura, i suoi legali dichiararono che il ragazzo tornò da una vacanza e si ritrovò ceduto all'Inter "senza aver mai firmato alcun contratto. Le firme furono falsificate". Varaldi, invece, ammise di essere stato penalizzato, come persona e come calciatore: "Non possiamo essere acquistati da altre società perché il nostro valore è spropositato. Da qualcuno forse siamo anche visti come giocatori inseriti in una certa manovra e, quindi, da evitare. A me è capitato di essere insultato così dai tifosi avversari: 'Sei una plusvalenza'".

L'INCHIESTA - Operazioni che insospettirono anche il pubblico ministero Carlo Nocerino e la Procura di Milano, che aprì un'indagine per falso in bilancio nei confronti delle sue società, dell'ex amministratore delegato rossonero Adriano Galliani, di Massimo Moratti e dei dirigenti nerazzurri Rinaldo Ghelfi e Mauro Gambaro, che dopo qualche anno si concluse con il proscioglimento di tutti gli indagati. Un caso simile a quello che Calciomercato.com ha portato alla luce nelle ultime settimane e altrettanto clamoroso. Dalle piccole alle grandi, la storia degli anni 2000 del calcio italiano è disseminata di ombre legate a ipervalutazioni e misteriose plusvalenze.