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L'uomo del giorno, o meglio, il ragazzo del giorno, in casa Juventus è il 19enne Paul Pogba, che dopo il gol di due settimane fa al Napoli ieri sera ha replicato, siglando al 92' la rete della vittoria contro il Bologna, un gol arrivato al termine di una prestazione maiuscola. 

Per il giovane francese, che ha scelto la Juventus e Torino per ripercorrere le orme dei suoi idoli Platini e Zidane, si tratta dei primi passi di quella che potrebbe diventare una grande carriera. Ma è meglio tenere i piedi ben piantati a terra, e bene ha fatto ieri Angelo Alessio a sottolineare sia la grande prova di Pogba sia qualche leziosità di troppo nella ripresa, ricordando che Antonio Conte (e la logica) prediligono l'efficacia alle giocate ad effetto ma fini a se stesse.
 
In ogni caso, Pogba si propone come il vero grande colpo di mercato della Juventus nel 2012, l'anno in cui i bianconeri festeggiano i loro 115 anni (la ricorrenza cade proprio oggi). Beppe Marotta e Fabio Paratici sono stati bravissimi a strappare a parametro zero il baby talento al Manchester United di Sir Alex Ferguson e a tutte le altre grandi d'Europa, comprese Milan e Inter. 
 
Nel prossimo futuro, i dirigenti bianconeri dovranno però essere altrettanto bravi a trattare con l'agente di Pogba, che risponde al nome di Mino Raiola. Non c'è dubbio che quest'ultimo sia bravissimo, in modo del tutto legittimo e coerente con la sua professione, a ottenere quasi sempre il massimo, dal punto di vista economico, per sé e per i suoi assistiti. 
 
E quindi non è difficile ipotizzare, nel prossimo futuro, un Raiola che si presenti negli uffici di corso Galileo Ferraris con in mano l'offerta di qualche grande club europeo per Pogba. A quel punto toccherà alla Juve decidere se vendere il giocatore (e la plusvalenza, potenzialmente, potrebbe essere enorme), oppure se accontentare le, probabili, richieste di aumento dell'ingaggio da parte di Raiola, in caso di mancata cessione del suo assistito. 
 
Sapendo però che quando il procuratore di Ibrahimovic e Balotelli vuol portare un suo giocatore da un'altra parte, nella maggior parte dei casi ci riesce.