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"Fallo e basta", nel senso che è arrivato il momento di provarci, di saltare dentro a un sogno. Politano, ieri a Milano per le visite mediche, sfoggiava un’eloquente maglietta bianca. Sul petto, lo slogan del suo sponsor sembrava adattarsi perfettamente alle circostanze. Sorrideva contentissimo, sorrideva il doppio. A gennaio infatti, quando il Sassuolo rifiutò l’offerta da 30 milioni del  Napoli, temeva di aver perso il treno delle big. Rimasto in Emilia, non mollò, anzi, diventò il protagonista assoluto della salvezza neroverde con un’impennata di rendimento impressionante: 7 gol (sui 10 totali) nelle ultime dieci giornate. Dal 30 marzo, il giocatore più prolifico della Serie A. Ecco chi è approdato all’Inter. 

OLTRE AI GOL,  POLITANO COS’E’? - Si guardano sempre le reti, naturalmente, eppure nel caso di un esterno/seconda punta com’è Politano (e com’era Salah nella Roma di Spalletti), bisognerebbe soffermarsi un pochino anche sulle assistenze. Tutti abbiamo sotto gli occhi il gol contro la Fiorentina, quello contro il Crotone, la stessa punizione furbetta contro l’Inter, ma quanti assist ha fatto Politano? Risposta: 5, di cui uno all’andata proprio contro l’Inter. Non male. E nel 2016/17? Sempre coerente, ma uno in più, 6. Sono numeri che con l’aiuto di Spalletti potrebbero crescere ancora, così come avvenne per Salah che nell’ultima stagione italiana raggiunse persino i 13 assist. Ma la domanda è: il cambio di ruolo avvenuto con Iachini ha migliorato Politano in questo fondamentale? Direi di sì, Icardi può fregarsi le mani. Giocando nel 3-5-2 da seconda punta, Politano, per sopravvivere, doveva necessariamente premiare gli inserimenti dei centrocampisti o dei laterali che arrivavano da dietro. La conseguenza è stata un affinamento della sua visione di gioco. E’ diventato un giocatore meno prevedibile, come testimonia l’assist che riporto qui sotto, colto in due momenti. Siamo a Udine, girone di ritorno. La partita, ferma sull’1-1, è ovviamente decisiva per il Sassuolo.  



In casi come questi, il Politano versione Di Francesco si sarebbe forse intestardito in un dribbling, nonostante il raddoppio di marcatura. La solita scelta tra convergere o la linea di fondo. Tiro a piede invertito o cross con quello debole (il destro). Ecco invece cosa si inventa un Politano più maturo, più consapevole del raddoppio: legge la corsa di Sensi (immaginate un taglio del genere operato da Nainggolan, tra punta e seconda punta/ esterno), e stupisce tutti con un filtrante-tunnel. Delicious.  




Un’altra novità, per l’Inter di Spalletti, saranno i suoi cross, tagliati col mancino. La differenza con Candreva sta anche in questo. Apprezziamo l’assit per Falcinelli in Napoli-Sassuolo, ai tempi del tridente.  



QUALE INTER? – L’arrivo di Politano chiude se vogliamo una prima fase del mercato nerazzurro. Quanto basta per tirare un po’ le somme, da un punto di vista tattico, e cominciare a immaginare sempre più concretamente l’Inter che verrà. Di recente si è parlato molto di difesa a tre, l’“Iron Inter”. Qui, su Scacco matto, ne accennavamo già il 13 giugno, nel pezzo dedicato al Ninja. Del resto il sì di De Vrij, unito alla permanenza di Skriniar e Miranda, suggeriva abbastanza chiaramente questa possibile svolta (o alternativa), tra l’altro confermata in settimana da Spalletti con un tocco di ironia (“I bambini mi hanno chiesto se con l’arrivo di De Vrij si vedrà anche la difesa a tre. E così sarà”). Vi invito a non tralasciare quell’ “anche”. 




I TRE A QUATTRO - Ho riportato sopra un’immagine tratta da Roma-Genoa, l’ultima di campionato del 2017. Giornata celebre per tanti motivi: l’addio al calcio di Totti, il secondo posto in extremis, l’ultima di Spalletti all’Olimpico. Ma anche Rudiger terzino destro.. In realtà, non era la prima volta da terzino per il centrale tedesco, e questo lo trovo molto interessante anche oggi, in ottica Inter. Se infatti è vero che Florenzi all’epoca era ancora infortunato, Bruno Peres era lì, a disposizione. Ma Spalletti optò per Rudiger, non volendo rinunciare ai tre marcantoni dietro e ai quattro attaccanti (Dzeko, Salah, El Sharaawy, Nainggolan). Un 4-2-3-1 con un centrale schierato terzino, tipo Pavard nella Francia attuale di Deschamps o Barzagli nella Juventus. E chi potrebbe svolgere allora questa doppia mansione (un po’ terzino, un po’ centrale aggiunto) nell’Inter del futuro? Forse Skriniar, che è abile a impostare anche da posizione decentrata. Con De Vrij e Miranda centrali e Asamoah a sinistra, libero di sganciarsi. Questa soluzione consentirebbe a Politano, alto a destra, di giocare con le stesse libertà di cui godeva Salah. Sappiamo però che, primo, esiste per fortuna il turnover, e dunque non per forza vedremo insieme i tre centrali (uno di loro potrebbe stare fuori a rotazione, a seconda del momento e dello stato di forma), secondo, l’Inter potrà farli coesistere anche in altro modo. Quello che state pensando tutti, il 3-4-2-1. Perché entrambe queste ipotesi possano realizzarsi, tuttavia, serve un terzino destro in grado di giocare sia nei quattro come terzino tradizionale sia da laterale a tutta fascia. Ma Cancelo non c’è più e D’Ambrosio non basta. Quanto a riciclare Candreva in quella posizione.. la vedo difficile.  

I TRE A TRE – Cancelo sarebbe stato perfetto, ora però, purtroppo per gli interisti, veste bianconero. Si fanno allora altri nomi: Vrsaljko, Aleix Vidal, Zappacosta, Florenzi... Tutto per consentire a Skriniar, De Vrij e Miranda di coesistere in un sistema a tre equilibrato, da centrali effettivi. Ma la coperta è corta, e se ne vuoi schierare tre dietro, di centrali, non puoi avere in campo contemporaneamente Perisic, Icardi, Politano e Nainggolan senza il trucchetto di cui sopra (vedi I TRE A QUATTRO). In quest’ottica, nell’ attesa poi di capire quale sarà l’impatto di Lautaro Martinez e il suo utilizzo (prima o seconda punta?), non ci resta che ipotizzare due soluzioni. Un 3-4-2-1 sbilanciato a sinistra con Nainggolan e Perisic dietro a Icardi, o un 3-4-2-1 sbilanciato a destra con il Ninja e Politano, simil-Ninja-Salah dietro Dzeko.  




ASAMOAH – Tornando al giochino di una linea a quattro costituita da tre difensori bloccati più uno, che prima abbiamo pensato con sfogo sulla sinistra (Asamoah novello Emerson Palmieri, Skriniar come Rudiger), questo espediente, con l’arrivo di un nuovo terzino destro di spinta, potrebbe anche invertirsi. A quel punto però Asamoah saprebbe ancora confermarsi titolare, visto il ‘discreto apprendistato’ fatto alla Juventus. Pensate all’invenzione Cuadrado terzino escogitata in ultimo da Allegri; Asamoah fungeva chiaramente da contrappeso (vedi sotto). Così facendo, Spalletti potrebbe far riposare a turno uno a scelta dei suoi tre centrali. Quel che è certo è che al tecnico di Certaldo non mancheranno soluzioni.