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Qualcosa si è rotto in casa Inter. Le pesanti sconfitte contro Milan e Schalke e la successiva eliminazione dalla Champions League, alle quali ha fatto seguito la sconfitta di Parma, che ha allontanato forse in maniera definitiva i nerazzurri dallo scudetto, hanno lasciato pesanti strascichi. 
 
E non si parla solo di risultati: anche nello spogliatoio, dopo anni di successi, forse qualcosa non funziona più come un tempo. In questo senso, le esclusioni di Maicon, Thiago Motta e (per il primo tempo) Sneijder dalla gara del Tardini sono un segnale indicativo.
 
"Non ho la presunzione di azzeccare le scelte, ma solo io ho la visione a 360 ° della situazione", ha spiegato Leonardo; "Semplicemente scelta tecnica. E' una motivazione tecnica, credo che il tecnico abbia il diritto e il dovere di prendere delle scelte, le ha sempre fatte così come ieri", ha aggiunto Marco Branca. Spiegazioni ufficiali, alle quali bisogna naturalmente dare credito. Ma allo stesso tempo non c'è dubbio che, rispetto ai primi tempi dell'era Leonardo, contraddistinti dall'allegria e da una ritrovata coesione, dopo i travagliati mesi di Benitez, qualcosa ora sia cambiato ad Appiano. E non in senso positivo.   
 
Probabilmente, come è accaduto a tutte le grandi squadre alla fine di un ciclo glorioso, si tratta 'solo' di saper mettere nell'album dei ricordi i successi conquistati in questi anni e ripartire. E in questo senso, le parole più in sintonia con il momento sono state quelle scritte da Massimo Moratti dopo l'eliminazione dalla Champions: "Vorrei ringraziare la mia squadra, tutti i giocatori che negli ultimi anni, e anche nell'attuale, hanno portato a tutti i tifosi interisti, me compreso, tanta gioia e i successi dei quali siamo e saremo sempre orgogliosi". Se non è il sigillo su un'era che si chiude, poco ci manca.
 
Ripartire dunque, ma con quale allenatore in panchina? Per Leo, in attesa di un incontro a maggio con Moratti, sarà fondamentale centrare almeno due traguardi: il terzo posto in campionato e la Coppa Italia. Intanto, da Madrid, José Mourinho lancia messaggi a Moratti ("Grande presidente, le sue parole mi emozionano") e, secondo la Gazzetta dello Sport, iscrive di nuovo i figli Matilde e José Jr nell'istituto di Lugano che avevano già frequentato quando lo Special One allenava l'Inter. A trenta minuti da Appiano Gentile...