Calciomercato.com

  • Prandelli: 'Balotelli non è un campione, Rossi una delusione. E su Agnelli..'

    Prandelli: 'Balotelli non è un campione, Rossi una delusione. E su Agnelli..'

    h 19.50 Cesare Prandelli interviene anche a SkySport per chiarire la situazione dopo le dichiarazioni di Agnelli che ha accusato l'ex ct di aver lasciato la Nazionale nel momento più critico: "Ho sentito il presidente Andrea Agnelli al telefono e mi ha detto più volte che lui ha voluto fare una battuta sulla fiscalità europea, non rivolta alla mia persona. Sappiamo benissimo che può essere un 35% rispetto a quella da tre, ma noi andremmo a pagare, ovviamente, la differenza. Quindi, non andremmo a evadere nulla a nessuno, come abbiamo sempre fatto nella nostra vita. Ci tenevo a dirlo, perché ho sentito il presidente e a me interessano le parole del presidente: al telefono mi ha detto delle cose molto carine e volevo, ovviamente, specificare che è stata solo una battuta".


    Sulle minacce ricevute: "Per molte persone, è tutto normale, ma si, cosa vuoi che sia, è una minaccia, una lettera, una figura, un gesto, ma per chi vive di rapporti, diventa difficile, poi, mantenere una certa serenità. Quindi, non so come si possa uscire".

    Sul fatto se si sarebbe aspettato una cosa del genere: "Ti aspetti di tutto, perché l’Italia, probabilmente, in questo momento vive delle tensioni che vanno al di là dell’aspetto sportivo. Forse, l’aspetto sportivo ha dato modo a tanti di dire tante cose. Purtroppo, molte persone sono sporche, sono dentro problematiche e vedono il mondo sempre come a loro immagine e somiglianza. Nel nostro mondo sei soggetto a critica ogni due o tre giorni. Fai un Mondiale ed esci in questo modo, è normale che ti aspetti delle critiche feroci da un punto di vista tecnico, ma altro no, perché quando ho letto quell’articolo il primo mio pensiero è stato per i familiari di quelle vittime. Cioè, se paragoniamo queste situazioni, allora dico, dove stiamo andando, non lo so. Sono delle persone che pensano di essere dei geni ma, probabilmente, dovrebbero pensare alla realtà del quotidiano. Che dire? Tanti mi dicono, ma si, fregatene, fai finta di nulla, vai avanti. Comunque, questa è la nostra Italia e, probabilmente, ce la meritiamo".

    Su cosa vedrà quando sarà davanti a uno specchio: "Vedro una persona che ha dentro di sé una grande forza, anche perché non ho ammazzato nessuno. Ho cercato in questi quattro anni di proporre qualcosa di positivo, qualcosa di bello. La storia dimostrerà cosa abbiamo fatto in campo e fuori. Forse in questi quattro anni ho ricevuto più di quello che meritavo, ma in questo momento non merito quello che sto subendo".

    h 18.30 Andrea Pastorello, agente di Giuseppe Rossi, ha risposto alle parole dell'ex ct dell'Italia, come riportato dalla Gazzetta dello Sport: "Prendo atto delle sue parole, ma scelgo di non commentare. Detto questo c’è un limite a tutto, se questa situazione dovesse continuare allora più avanti potremmo anche noi dire la nostra".

     

    h 17.30 Dopo aver parlato con la stampa turca, durante la sua presentazione come nuovo allenatore del Galatasaray, l'ex ct della Nazionale Cesare Prandelli parla anche con la stampa italiana. Le sue dichiarazioni, riportate da Sportmediaset, faranno molto discutere.

    SU BALOTELLI E ROSSI - "Balotelli per ora ha solo grandi colpi, deve diventare un campione. La più grossa delusione dal punto di vista umano però è stata Giuseppe Rossi".

    IL PARAGONE CON SCHETTINO E LE MINACCE - "Doloroso vedersi paragonato a Schettino (il riferimento è anche a un articolo di Aldo Grasso del Corriere della Sera, ndr), ma questo è il cinismo del nostro calcio. Ho ricevuto lettere di minaccia. Il mio progetto tecnico al Mondiale è fallito, ma leggere articoli o vedere trasmissioni tv in cui vengo paragonato a personaggi che non voglio nominare è di un cinismo assoluto. E può essere pericoloso".


    LA PAURA E LE DIMISSIONI - Qualcuno dei miei giocatori è stato tradito dalla paura, ma non è vero che il gruppo era diviso. La presenza delle famiglie nel ritiro è stato un aspetto positivo della nostra spedizione, ma tra le gente che mi accusa c'è qualcuno sporco dentro. Potevo chiedere una buonuscita, come avrebbero fatto tanti italiani, ma mi sono dimesso. Sono al Galatasaray per vincere e non per i soldi. Io e la mia famiglia riceviamo lettere di minacce dai tifosi". 

    h 10.30 Per Cesare Prandelli, ex ct della Nazionale, firma del contratto davanti alle telecamere e conferenza stampa di presentazione come nuovo allenatore del Galatasaray.

    Il primo a parlare è Aysal Ünal, presidente del Galatasaray: "Abbiamo parlato col mister negli ultimi giorni sul progetto che si svilupperà in futuro, la nostra cooperazione durerà a lungo".

    PARLA PRANDELLI - "Ringrazio il Galatasaray per questa opportunità. Il presidente mi ha guardato negli occhi e mi ha convinto, questa è una scelta sportiva su un progetto vincente. Il Galatasaray mette la storia in primo piano, questo club infatti ha una storia ricca ma anche un futuro davanti. Un progetto che deve arrivare a un obiettivo, creare una squadra vincente, una squadra che offra un calcio bello e redditizio. Qui ci sono persone competenti e preparate. Tutti dobbiamo pensarla allo stesso modo: la squadra deve essere il 'leader'. Regole? Certo, ci devono essere e devono essere condivise da tutti, e la prima deve essere quella di pensare come squadra. Al primo posto c'è la squadra, poi i singoli. Tutti dobbiamo pensarla allo stesso modo: la squadra deve essere il "leader. Senza regole non si può vincere". 

    CENTRO SPORTIVO, GIOCATORI E MANCINI - "Ho visto il centro sportivo, c'è un'ottima organizzazione, con persone preparate. Ci sono tanti buoni giocatori, il mio pensiero piu forte è quello di metterli insieme per raggiungere i risultati. Il presidente vuole la quarta stella, per me già una garanzia di serietà. Cosa mi ha detto Mancini? Che si è trovato bene, con persone competenti. Un'esperienza positiva.  Sneijder? Resterà e sarà importante".

    IL MONDIALE E LA SCELTA DEL GALATASARAY - "Non c'erano altre opportunità durante il Mondiale. Fino a dieci giorni fa ero al Mondiale e non avevo pensato al futuro. Non ero pronto mentalmente per pensare una squadra, poi ho incontrato il presidente e ho capito che sarebbe stata la scelta giusta. Voglio guardare oltre e vincere".

    SU BALOTELLI - "Balotelli? Non ne voglio parlare in questa occasione. Non rispondo per rispetto della società. Non parlo dei singoli".
     


    Altre Notizie