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Due grandi campioni in potenza ma Mario Balotelli non fara' la fine di Adriano. Alla vigilia di Italia-Brasile, a Cesare Prandelli viene chiesto dell'Imperatore e delle somiglianze con Supermario. "Ho un bellissimo ricordo di Adriano - la replica del ct azzurro - In due anni di Parma aveva delle grandi motivazioni, era uno dei piu' grandi giocatori che ho allenato, una potenzialita' straordinaria. Forse non aveva una grande motivazione per poter diventare uno dei piu' grandi attaccanti in circolazione, si e' accontentato, peccato. Balotelli ha piu' orgoglio, piu' voglia di dimostrare di essere uno dei piu' forti al mondo".

"Un po' di dubbi di formazione ci sono, però devo prepararla bene questa partita e non voglio dare alcun tipo di vantaggio al Brasile”. Cesare Prandelli non vuole svelare le sue mosse per la sfida in programma domani sera a Ginevra, un incontro a cui il Ct e tutti gli Azzurri tengono in modo particolare data anche la caratura dell’avversario: “Avete visto l'allenamento – ha dichiarato il Ct in conferenza stampa - e potete dedurre quali sono le nostre intenzioni. E' una partita che vogliamo disputare nel miglior modo possibile e mettere in difficoltà questo Brasile".
In allenamento è stato provato Giaccherini dietro al tandem offensivo formato da Osvaldo e Balotelli. "Ci sono situazioni che vanno valutate come la condizione fisica, ma anche la possibilità di mettere in difficoltà questa squadra con delle posizioni particolari”.

Con il Brasile l’Italia non vince dal 5 luglio 1982, quando una tripletta di Paolo Rossi regalò agli Azzurri l’accesso alla semifinale nell’indimenticabile Mondiale di Spagna. E proprio quella partita è per Prandelli la preferita tra le sfide con i verdeoro: “Anche perché – ha spiegato il commissario tecnico - giocavano in azzurro la maggior parte dei miei ex compagni di squadra. E' la partita dove ci siamo esaltati e la Nazionale italiana è riuscita a sovvertire qualsiasi pronostico".

Restano impresse nella memoria del Ct anche le sconfitte in finale ai Mondiali di Messico ’70 e Usa ’94: “Del Messico ricordo da bambino la sveglia di notte per guardare la partita, e ti rimangono impressi per anni giocatori inarrivabili, che hanno fatto al storia del calcio.
In Usa ‘94 ricordo il dolore per la lotteria dei rigori, ma quella fu la dimostrazione che l'Italia, grazie allo splendido lavoro programmato da Sacchi, avrebbe potuto raggiungere qualsiasi obiettivo".

Messi da parte i ricordi il pensiero va all’amichevole di domani sera, una sorta di prologo alla sfida di Confederations Cup in programma il 22 giugno: “Affronteremo una squadra ricca di talenti, con giocatori tecnici che cercano la profondità, ma sappiamo di poterli mettere in difficoltà. Il brasiliano che temo di più? Neymar".

Dopo aver fatto gli auguri ad Azeglio Vicini per i suoi 80 anni: “Ho un ottimo ricordo di lui, una persona competente ma anche disponibile dal punto di vista del dialogo. Speriamo di vederlo presto a Coverciano, che è la sua casa. Lo invitiamo a venirci a trovare presto", il Ct è tornato a parlare di Francesco Totti: “Abbiamo già detto in questi giorni, lui ha risposto in maniera sincera, come sempre, che pensa giorno dopo giorno, settimana dopo settimana e dice che potrebbe anche aver smesso...".

Non è mancata una battuta su Osvaldo, che ultimamente ha trovato poco spazio nella Roma: “Abbiamo avuto garanzie che ha avuto comportamenti e allenamenti perfetti e quindi sono state solo scelte tecniche. La sua convocazione è stata dettata anche dal fatto che ha fatto bene nelle precedenti partite e ha segnato 11 gol. Se è in difficoltà nella propria squadra mi auguro possa dimostrare il proprio valore, lui come altri, con la maglia azzurra. L'ho trovato comunque bene".