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E' finita come tutti si aspettavano, il Sunderland ha deciso di esonerare Paolo Di Canio, colpevole numero uno di un inizio di stagione traumatico. Alla base della scelta ci sono l'ultimo posto in classifica con un solo punto ottenuto (con 3 gol fatti e ben 11 subiti) e soprattutto tanta, troppa tensione dentro lo spogliatoio. Qualcuno, non solo tra i tifosi, ha preso il licenziamento di Di Canio come una liberazione. Tra questi c'è sicuramente l'ex ministro degli Esteri britannico David Miliband che la scorsa estate decise di dimettersi dal board del Sunderland a causa delle opinioni politiche di stampo fascista espresse dall'ex laziale.

Ma Miliband non è stato l'unico a stappare lo spumante. Anche buona parte dei giocatori non ne poteva più di Di Canio. La stampa inglese scrive di un vero e proprio ammutinamento, guidato da Lee Cattermole, che ha convinto il proprietario Ellis Short ha cambiare allenatore. Sotto accusa le regole da "arrogante dittatore", come l'ha definito il Daily Mail, tra le quali il divieto di mangiare ketchup, maionese, bere caffè e Coca Cola con ghiaccio il giorno prima e anche il giorno stesso delle gare o di cantare sotto la doccia. Il motivo?  Toglie la concentrazione. Di Canio se ne va, il sostituto potrebbe parlare ancora italiano: nel mirino del Sunderland ci sono Di Matteo e Zola.

 

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