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Lavori per preparare una parmigiana gustosa, rischio di una parmigiana indigesta. Enrico Preziosi garantisce che il boccone, comunque vada, non sarà tossico: «Anche una sconfitta al Tardini non cambierebbe il rapporto con la persona a cui ho dato fiducia. Abbiamo tre punti, potevano essere quattro o sei, però questo non cambia il percorso. E nessuno è imputato o sotto controllo per la prossima partita, nemmeno Gasperini». Ingrediente non da poco. Tuttavia i componenti per rendere avvelenato il piatto restano. Il bisogno di riscatto dopo il ko con il Chievo e i successivi giramenti di testa, ma anche argomenti che vengono da più lontano. C’è il pessimo rapporto tra Preziosi e il collega Tommaso Ghirardi, figlio dell’affaire Troest; c’è l’ex ds ducale Andrea Berta che ha rotto malamente con il club crociato e ora entra nell’organico societario genoano; ormai superato, però c’era stato pure lo screzio con Christian Panucci, ai tempi gialloblù; e ci sono state tutte le interferenze nelle trattative degli ultimi tempi, da Sebastian Giovinco e Valeri Bojinov a Franco Zuculini e Luca Antonelli, fino ai giovani Mirko Gori e Daniele Abbracciante, per finire con l’ostruzionismo su Fabiano Santacroce.

Ex amici di mercato diventati nemici. E avversari in un periodo delicato, che il Genoa ha da digerire. Parmigiana, almeno un po’, avvelenata.

Per alleggerire, partenza dalla battuta di un comico-trequartista che tifa Parma ed è stato, qualche mese fa, in “prova” al Signorini. «Preziosi prende Giovinco a giocare nei Gormiti». Firmato: Gene Gnocchi. Il presidente rossoblù, in realtà, lo voleva per i Grifoni. Era successo nell’estate 2009: «L’avevamo cercato anche l’anno scorso, mi piace molto». Ci ha riprovato in questa, d’accordo con Gian Piero Gasperini che bene conosce la Formica Atomica dalle giovanili nella Juventus. Il tecnico: «Eravamo molto vicini a Sebastian». Invece, Parma. Domenica, contro. 

E contro Bojinov, per il quale i rossoblù avevano fatto un tentativo tra il convinto e il disturbo, così come Antonelli che al Genoa piaceva e piace, ma il Parma lo ha trattato con l’Inter e poi l’ha tenuto (storia simile a quella di Beppe Sculli). Per risposta, i gialloblù si erano mossi per Zuculini, ma il Grifone li ha bruciati insieme al Napoli. E su nessuna delle due sponde è Santacroce: cercato dal Genoa, anche le sollecitazioni parmensi hanno contribuito a non far calare il prezzo fissato da De Laurentiis.

Sempre mercato, anche se proiettato nel futuro. Due talenti del Frosinone, società con stretti rapporti con Preziosi, erano vicini all’approdo a Genova, però nell’ultimo giorno di mercato sono finiti alla corte di Ghirardi: Gori, centrocampista con ottima tecnica, e Abbracciante, estroso attaccante. E nel complesso il presidente rossoblù ha promosso la campagna acquisti del Parma, dietro al Milan e alla pari con la Lazio: «Hanno lavorato bene, centrando molti obiettivi e sono dotati di un organico temibile». Da parmigiana tossica.

Come s’è intossicato il rapporto tra i due presidenti. Dicembre 2009, 2-2 al Ferraris, Ghirardi si avvicina a Preziosi. «Vattene o ti prendo a calci». Non uno scherzo, rottura definitivamente consumata. «Ci ignoriamo, non lo rispetto e non lo stimo. I rapporti erano buoni e poi sono cambiati». Da Magnus Troest, preso dai rossoblù come piacere al Parma, che aveva promesso di riscattarlo al ritorno in A: promessa non mantenuta. «Il difensore danese è ancora di nostra proprietà, l’abbiamo dato in prestito all’Atalanta per farlo crescere». L’ex direttore sportivo gialloblù, Berta, confermò la versione genoana dei fatti. Allora aveva già rotto con Ghirardi, che l’aveva scavalcato ingaggiando Pietro Leonardi. E in questa estate Berta è diventato fedele consulente di Preziosi, ha collaborato ad esempio nelle operazioni Veloso e Hallenius, e nelle prossime ore verranno risolte le ultime formalità per un contratto da collaboratore per il mercato estero. Magari si concretizzerà prima della sfida del Tardini. A fare la parmigiana ancora un po’ più avvelenata.