L'orgoglio di papà Arben e di mamma Rita. Prima la gioia più grande, quella di vedere per la prima volta un figlio, e il giorno di quella emozione ha una data ben precisa, 15 ottobre 1998; poi, il desiderio più nascosto di un papà che prende forma: vedere il proprio erede vestire la maglia della nazionale. Ed è successo: Italia Under 21-Albania Under 21, 11 settembre 2018, 3-1 azzurro. Il piccolo grande Giacomo (188 cm di centravanti) segna il gol del momentaneo 1-1 col suo mancino, esultando e mimando l'aquila con le mani. Al debutto, alla Sardegna Arena, sotto gli occhi di papà e del suo agente, Silvio Pagliari. Contro la sua ex squadra. Già, perché Giacomo Vrioni ha indossato fino all'Under 19 la maglia azzurra, poi ha scelto l'Albania.  

CHE CRESCITA! - Nato a San Severino Marche, residente a Matelica, con doppio passaporto, è stato scoperto da Silvio Pagliari, che dal Matelica, dove faceva la spola tra Juniores e Prima Squadra, lo ha portato alla Sampdoria: qualità indubbie, contratto fino al 202,0 recentemente rinnovato per altre due stagioni, e fiducia, sin da subito. Cresce con la Samp (3 gol in Under 17, poi 17 gol in due stagioni di Primavera), cresce con la maglia dell'Italia: nel 2016 Baronio lo chiama prima con l'Under 18 e poi con 'Under 19, andando in gol contro la Turchia

SPICCARE IL VOLO - Il calcio dei giovani inizia a stare stretto, Giacomo Vrioni deve prendere il volo: parte dalla Pistoiese, in Serie C, dove agli ordini di mister Indiani realizza 8 gol, con la media realizzativa di una rete ogni 2 gare. E poi? E poi il Venezia, la Serie B, lo step successivo, dove c'è un tecnico come Vecchi che coi giovani sa come si fa: una partita in Coppa Italia, 3 in campionato, due delle quali da titolare, compresa l'unica vittoria stagionale al debutto con lo Spezia. E ora, una crescita che non si ferma: Christian Panucci, commissario tecnico dell'Albania, ha deciso di convocarlo con la nazionale maggiore (amichevole con la Giordania e Nations League contro Israele), nel momento più difficile del ct, a rischio esonero. Un passato azzurro, la svolta, un presente rosso. Con gli occhi di papà Arben e mamma Rita che lo seguono, passo dopo passo, gol dopo gol, da quel 15 ottobre 1998.