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Sei gol all'Ascoli e la Sampdoria Primavera per la prima volta in stagione si porta in vetta solitaria alla classifica mettendosi alle spalle Inter, Roma e Juventus. Un gara per molti versi senza storia, dominata dai doriani, che ha messo però in mostra ancora una volta l'immenso lavoro che sta portando avanti Felice Tufano con un gruppo di ragazzi sempre a disposizione dell'allenatore e che già lo scorso anno, nel campionato fermato dal Covid stava mettendo in mostra potenzialità espresso poi in questa complicata annata. Il 2001 Prlec è sicuramente il volto di questa squadra, ma non è sicuramente da meno e rappresenta già uno dei talenti più brillanti per il futuro, anche il suo compagno di reparto: Lorenzo Di Stefano.

DA CATANIA A GENOVA CON UNA SOSTA NON RICHIESTA - Classe 2002, Lorenzo nasce e cresce a Catania e seguendo le orme del fratello più grande Davide (oggi protagonista in D con la Folgore Caratese) inizia a tirare calci a un pallone nella scuola calcio Meridiana. A 11 anni si trasferisce a Parma con i ducali che lo inseriscono nel settore giovanile poco prima però che la società fallisse per l'ormai celebre gestione Manenti. Lorenzo torna quindi a Catania e inizia il proprio percorso nelle giovanili del club rossoblù prima di approdare a Genova, sponda Samp dove fin dagli Under 17 mette in mostra tutto il suo talento a suon di gol.
MASCARA GLI HA CAMBIATO LA VITA - Catania è però la tappa più importante della sua vita con un nome marchiato a fuoco nel suo passato, presente e futuro. Si tratta della storica bandiera catanese Giuseppe Mascara che lo incrocia nelle giovanili under 15 dove allena. Lorenzo è un buon centrocampista ma ha una visione della porta che hanno in pochi e l'intuizione dell'ex numero 7 fu quella di spostarlo nel ruolo di attaccante dove Di Stefano letteralmente esplode segnando gol a raffica. È grazie a questa intuizione che la Samp arriva a prelevarlo battendo la concorrenza di club importanti. 

FRA QUAGLIARELLA E IMMOBILE - Non una prima punta pura e non un fisico eccelso, ma rapidità nel breve e abilità a leggere i tempi di gioco e attaccare la profondità. Sono queste le caratteristiche che lo hanno portato in questa stagione a quota 8 gol e 6 assist in 19 gare e dopo un inizio di stagione condizionato dal coronavirus che lo ha rallentato e non poco nelle battute iniziali. Caratteristiche che lo portano molto vicino al bomber che ammira in prima squadra, Fabio Quagliarella, e che gli hanno fatto apprezzare, al punto da prenderlo ad esempio per il proprio futuro, la punta della nazionale e della Lazio, Ciro Immobile. Lui che sogna l'azzurro come massima aspirazione ma che non vede l'ora anche di esordire al Ferraris, stadio che lo ha adottato e in cui si vede presto con la maglia blucerchiata.