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"Torno domani". Quasi una promessa quella di Adriano ai dirigenti romanisti, che da giorni aspettano il suo ritorno. Prima di Capodanno l'attaccante ha garantito di essere pronto al rientro assicurando di aver risolto le pratiche legate al rilascio del passaporto, dovuto rifare ex-novo. Pratiche (dall'attesa per la firma della moglie sul visto dei figli, al blocco del documento per non aver votato a 3 turni elettorali) che qualcuno, dalle parti di Trigoria e non solo, ha trovato particolarmente curiose. 

TERMINE  -  Oggi, i suoi agenti Gilmar Rinaldi e Roberto Calenda hanno rinnovato ai dirigenti giallorossi la promessa: domani Adriano sarà a Roma. Non certo in tempo per scendere in campo al Flaminio nell'amichevole con la Cisco, ma almeno in serata per timbrare il cartellino all'allenamento del giorno dopo. Ieri intanto Adriano ha dovuto disertare (aveva avvertito già da alcuni giorni) la festa di capodanno organizzata da Doni, Juan, Cicinho, Perrotta e i fratelli Burdisso (tutti con mogli e figli) in una villa a Casal Palocco affittata per l'occasione. Ma nonostante le rassicurazioni, resta qualche dubbio. Perché se è vero che l'attaccante ha un biglietto aereo aperto e una prenotazione quotidiana sui voli per rientrare in Italia, è anche vero che i ritardi delle ultime ore potrebbero - condizionale d'obbligo - nascondere anche nuovi contatti con i club brasiliani che sognano di riportarlo a casa. Su tutti il Corinthians, ma anche il Flamengo, in cerca di sponsor per 

 

provare a formulare l'offerta giusta. In più, non manca la pressione di Unicredit, che continua a chiedere la riduzione del monte ingaggi e gradirebbe non poco il "taglio" dei 5 milioni annui iscritti a libro paga accanto al nome di Adriano. Quale futuro per l'Imperatore? Poche ore e sapremo.